Che cosa ha spinto decine di migliaia di migranti marocchini a dirigersi verso Ceuta, dando origine a una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni? L’ondata di attraversamenti verso l’enclave spagnola ha provocato almeno 72 vittime, secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità, mentre oltre 50mila persone hanno tentato di raggiungere il territorio europeo tra giovedì e venerdì. Le spiegazioni sono molteplici. Le autorità spagnole e marocchine parlano di difficoltà economiche e della falsa convinzione che una recente sentenza della Corte Suprema spagnola impedisse il rimpatrio immediato di chi fosse arrivato via mare. Nelle ultime ore sono però spuntati alcuni video che alimentano un’altra ipotesi. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, alcuni video pubblicati su TikTok e Facebook nei giorni precedenti all’esodo potrebbero aver contribuito ad alimentare un forte effetto emulativo, spingendo migliaia di persone a tentare la traversata verso l’enclave spagnola.
I giovani marocchini arrivati a Ceuta i giorni precedenti
Il primo filmato, pubblicato su Facebook pochi giorni prima dell’ondata migratoria, poi eliminato dal social, mostrerebbe un gruppo di circa 20-30 giovani marocchini appena arrivati a Ceuta dopo aver attraversato illegalmente il confine. Nel video i ragazzi sorridono, fanno il segno della pace e alzano il pollice davanti alla telecamera. Alcuni mostrano quelli che sembrano documenti temporanei di identificazione o registrazione rilasciati dopo l’ingresso nell’enclave spagnola. Il filmato è accompagnato dalle scritte “Stay safe”, “Thank you Spain” e “Safe arrival to you”, insieme ad hashtag dedicati a Ceuta. Secondo il quotidiano britannico, proprio queste immagini avrebbero rappresentato una sorta di “vetrina” capace di trasmettere ad altri giovani l’idea che raggiungere Ceuta fosse possibile e che il viaggio si fosse concluso con successo.
Il video del negozio con mute e pinne
Ma non solo, alla vigilia dell’esodo è comparso su TikTok un secondo video girato nella città marocchina di Tetouan. Le immagini mostrano un edificio apparentemente adibito alla vendita di costumi da bagno, con una stanza piena di mute, pinne e altra attrezzatura per affrontare la traversata a nuoto. Impossibile confermare con certezza che il negozio fosse destinato ai migranti, ma il filmato è stato interpretato come uno dei contenuti che, circolando sui social nelle ore precedenti all’assalto a Ceuta, che di certo avrebbe contribuito ad alimentare il clima di mobilitazione.
I video dei treni diretti verso il nord del Marocco
Nelle stesse ore avrebbero iniziato a circolare anche video che mostravano centinaia di persone salire sui treni diretti verso il nord del Marocco. Le stazioni ferroviarie, compresa quella dell’alta velocità per Tangeri, sarebbero passate da quasi vuote a prese d’assalto nel giro di appena due ore, mentre migliaia di persone si dirigevano verso Tetouan e la vicina Fnideq, da dove molti migranti hanno tentato di raggiungere Ceuta. Le immagini condivise sui social avrebbero così documentato, quasi in tempo reale, la mobilitazione di massa verso il confine con l’enclave spagnola.
@bourissa.fatima ازدحام غير مسبوق بمحطة القطار بالقنيطرة #اسبانيا_ايطاليا_البرتغال #سبتة #اسبانيا_ايطاليا_البرتغال_فرنسا #الهجرة_إلى_إسبانيا #القنيطرة_المغرب_ son original - Bourissa Fatima
Non solo video: sui social circolavano anche indicazioni per raggiungere Ceuta
I filmati che mostravano i migranti arrivati nell’enclave spagnola non sarebbero stati gli unici contenuti diventati virali nei giorni precedenti all’esodo. Secondo Reuters e il Financial Times, sui social network hanno iniziato a circolare anche mappe, indicazioni sui punti da cui partire, consigli sul percorso da seguire e sulla distanza da percorrere a nuoto per raggiungere Ceuta. In alcuni casi venivano condivise anche informazioni sull’attrezzatura ritenuta più adatta per affrontare la traversata, mentre altri contenuti mostravano persone già riuscite ad arrivare in Spagna incolumi, contribuendo ad alimentare un possibile effetto emulativo. Tra le testimonianze raccolte da Reuters c’è anche quella del sedicenne marocchino Ayoub El Abyad, che ha raccontato di aver deciso di partire dopo aver visto sui social i video di altri giovani arrivati con successo a Ceuta. Secondo l’agenzia britannica, insieme ai filmati si sarebbe diffusa anche la convinzione, poi rivelatasi infondata, che una recente sentenza della Corte Suprema spagnola impedisse il rimpatrio immediato dei migranti arrivati via mare. Una convinzione che, insieme alle difficoltà economiche e all’elevata disoccupazione giovanile in Marocco, potrebbe aver contribuito a spingere migliaia di persone verso il confine con l’enclave spagnola.
I social sotto osservazione
Le immagini finite online rappresentano però soltanto uno dei possibili fattori alla base dell’esodo. Reuters riferisce che la mobilitazione sarebbe stata favorita anche dalla diffusione di informazioni fuorvianti sulla recente decisione della Corte Suprema spagnola riguardante i migranti intercettati in mare. Molti giovani marocchini avrebbero interpretato quella sentenza come la garanzia di poter restare in Spagna una volta raggiunta Ceuta, circostanza successivamente smentita dalle autorità. Alla base della crisi restano inoltre le difficoltà economiche che colpiscono il Marocco, in particolare la disoccupazione giovanile, unite alla speranza di trovare migliori opportunità in Europa. Secondo le ricostruzioni delle principali testate internazionali, sarebbe stata proprio la combinazione tra disagio economico, disinformazione online e viralità dei contenuti pubblicati sui social ad aver contribuito ad alimentare una mobilitazione senza precedenti verso Ceuta.
