Il boato improvviso, i corpi scaraventati contro i sedili, i finestrini infranti per trovare una via di fuga. E poi, tra le lamiere e le urla, le mani tese verso chi non riusciva a rialzarsi. È il racconto dei sopravvissuti alla collisione. Tra i passeggeri coinvolti ci sono anche nove cittadini italiani, originari di Sassari, Bergamo, Roma, Pistoia e Cosenza. Cinque sono in condizioni stabile, un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. Restano invece disperse tre donne, tra cui una cittadina originaria di Pistoia. Proseguono le verifiche per accertare l’eventuale presenza di altri italiani. Le famiglie delle due donne sono in contatto costante con il ministro degli Esteri Tajani.
A restituire la violenza dello schianto sono soprattutto le parole di chi era a bordo. «Stavo lavorando tranquillamente al computer. All’improvviso, una frenata. Sono volati tutti». Jesús Jerónimo, 54 anni, viaggiava sull’Ave diretto a Siviglia. In pochi istanti, il viaggio si è trasformato in un incubo, lasciando i passeggeri senza il tempo di capire cosa stesse accadendo. Ana María, 60 anni, si trovava nella sesta carrozza. «Sono stata scaraventata verso i bagagli. Mi è caduto tutto addosso» ha raccontato. Accanto a lei c’era il marito: erano partiti per una vacanza, come tanti altri viaggiatori a bordo dei convogli coinvolti. Poi la difficile fuga. Porte bloccate, bagagli disseminati ovunque, finestrini da infrangere per riuscire a raggiungere l’esterno.
Juan Casares, che viaggiava nella prima carrozza dell’Ave, è riuscito a mettersi in salvo grazie all’aiuto di altri due passeggeri.
Tra i superstiti anche l’attore Manuel Bandera, 65 anni, noto al pubblico italiano per il ruolo nella soap opera Una Vita. Anche lui è riuscito a fuggire rompendo un finestrino. Rimasto lievemente contuso, ha descritto la scena come «un orrore» e ha raccontato di aver temuto che il treno potesse ribaltarsi. «Mi sembra di essere rinato» ha detto, consapevole di essere stato fortunato: la carrozza in cui si trovava gli ha permessodi trovare una via di fuga. Nel caos, però, non tutti hanno pensato soltanto a mettersi in salvo. C’è chi, nonostante lo choc e le ferite, si è fermato ad aiutare gli altri. Jesús ha affiancato i soccorritori, sostenendo la flebo di unpasseggero ferito. Fernando, invece, si è avvicinato ai vagoni più danneggiati nel tentativo di raggiungere le persone rimaste intrappolate. Anche Eduarda, 17 anni, passeggera del quinto vagone del treno Iryo, ha cercato di dare una mano dopo essere riuscita a uscire insieme ai suoi due gatti. Ha distribuito coperte e prestato assistenza agli altri viaggiatori. Della tragedia ricorda le urla, il sangue e soprattutto «il corpo di un uomo morto, incastrato tra le lamiere».
Tra le vittime figura anche Fatima Bañez, ex ministra del Lavoro durante il governo di Mariano Rajoy.
