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Cronaca internazionale

Il woke bussa alla porta ad Halloween: “Dolcetto o scherzetto può urtare sensibilità religiose”

La polizia britannica invita a rispettare chi non celebra la festa per motivi culturali o di fede

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Anche il più innocuo “dolcetto o scherzetto” rischia di diventare terreno minato. Nel Regno Unito la polizia invita a rispettare chi non celebra Halloween per convinzioni religiose o culturali, raccomandando di non bussare alle abitazioni che scelgono di restare fuori dalla festa. Un richiamo che tocca inevitabilmente anche il mondo islamico, dove le autorità religiose considerano Halloween incompatibile con i precetti della fede.

A lanciare l’avvertimento è stata, tra le altre, la Leicestershire Police. Le famiglie potrebbero decidere di non partecipare perché stanno “osservando convinzioni religiose o culturali che non includono Halloween”, spiegano gli agenti. Per evitare incidenti diplomatici da campanello, il consiglio è semplice: niente visite nelle case che espongono il cartello “no trick or treat”, ma meglio lasciare in pace anche quelle senza zucche, ragnatele finte o altre decorazioni.

La polizia di Oadby e Wigston ha ringraziato i residenti che seguiranno le indicazioni per mantenere le comunità “al sicuro, rispettosa e inclusiva”. Anche il consiglio comunale di Swale, nel Kent, insieme alla Kent Police ha diffuso raccomandazioni analoghe. “Mentre molte famiglie stanno decorando le proprie case, preparando i costumi o comprando dolci per i bambini, alcune persone a Swale potrebbero invece essere preoccupate per Halloween”, ha spiegato Hannah Perkin, presidente della commissione comunitaria: “Dobbiamo rispettare il loro diritto a non partecipare ai festeggiamenti”.

Le autorità britanniche non specificano quali confessioni religiose abbiano in mente. Il Telegraph ricorda che le obiezioni possono andare in entrambe le direzioni: Halloween può apparire troppo cristiano ad alcuni non cristiani oppure troppo legato a tradizioni pagane per alcune comunità cristiane. Nel mondo islamico, però, il dibattito esiste da tempo: diversi studiosi musulmani considerano la festa non compatibile con l’Islam per le sue origini e per i richiami a spiriti, superstizione e pratiche estranee alla tradizione religiosa. In numerose interpretazioni la partecipazione ad Halloween viene sconsigliata o considerata proibita.

La sensibilità religiosa, in ogni caso, è soltanto una delle categorie da proteggere. Secondo le indicazioni diffuse dagli enti locali, qualcuno potrebbe non partecipare perché non dispone del denaro necessario per acquistare dolci e decorazioni. Altri potrebbero soffrire di disturbo post-traumatico da stress. Il Buckinghamshire Council ricorda addirittura che alcuni residenti stanno “combattendo demoni propri” e invita i bambini a non bussare troppo forte. La Metropolitan Police ammette che Halloween può essere un innocuo divertimento familiare, ma anche un momento “spaventoso” per altri. E ancora, la polizia del Derbyshire preferisce definirlo “stressante”.

E non finisce qui. Quasi tutte le forze di polizia britanniche hanno predisposto cartelli scaricabili “no trick or treat”. Alcuni negozi sono stati invitati a limitare la vendita di uova e farina ai più giovani per prevenire scherzi e vandalismi. Nel Suffolk gli esercenti sono stati incoraggiati esplicitamente a restringerne la vendita, mentre nell’Hampshire ai genitori viene chiesto di assicurarsi che gli adolescenti non abbiano accesso a fuochi d’artificio, alcol, uova o farina.

Restano poi anziani, persone vulnerabili, autistiche o affette da demenza, per le quali una serata di campanelli, maschere e schiamazzi può rappresentare un problema. Una preoccupazione comprensibile, trasformata però nel Regno Unito in un vero prontuario istituzionale di Halloween. Così, tra sensibilità religiose, traumi, inclusività e cartelli alle porte, anche per chiedere una caramella sembra ormai necessario consultare prima il regolamento.

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