Una violenza al momento senza una spiegazione e un giovane italiano passato dal concedersi una vacanza a ritrovarsi in coma farmacologico sul letto di un ospedale. È quanto successo a Nicola Maggiotto, 21enne originario di Asolo in provincia di Treviso, vittima di una violenta aggressione lo scorso mercoledì sera a Barcellona.
Il giovane si trovava nella città catalana assieme ad altri otto coetanei per trascorrere i giorni di Ferragosto. Attorno alle ore 22, stando alle dichiarazioni dei testimoni, Maggiotto e un suo amico si sarebbero per un attimo allontanati dal resto del gruppo. In quel momento, all’esterno di un locale, sono stati avvicinati da circa una dozzina di altri giovani, forse spagnoli. A questo punto la dinamica dell’accaduto diventa meno chiara. La certezza è che il 21enne ha ricevuto un violento colpo alla nuca perdendo i sensi. L’amico ha cercato di difenderlo, ma è rimasto ferito ad uno zigomo.
Vedendo la scena, altri italiani sono accorsi per aiutare, ma gli aggressori avrebbero innescato una rissa con loro per poi fuggire pochi attimi prima che arrivassero la polizia e le ambulanze. I due giovani sono stati trasportati subito in ospedale. Le condizioni di Maggiotto sono risultate fin da subito gravissime, fino alla terribile notizia che il giovane era in terapia intensiva in coma farmacologico. Più fortunato l’amico per la cui ferita ha ricevuto soltanto alcuni punti di sutura ed è stato dimesso dall’ospedale dopo poche ore.
La Farnesina e il consolato italiano a Barcellona si sono subito attivati per garantire assistenza ai connazionali rimasti feriti e per coordinarsi con le autorità iberiche. Secondo quanto riporta la Farnesina, il consolato nella città catalana sta mantenendo contatti costanti con la famiglia del giovane sia con la struttura ospedaliera dove è ricoverato. Il padre del giovane, Daniele, ha preso il primo volo per Barcellona per stare vicino al figlio, mentre la famiglia ha sporto denuncia presso le autorità spagnole. Raggiunto dall’Ansa, il padre ha dichiarato che «i medici dicono che occorrerà aspettare. Un’infermiera mi ha chiesto se credo in Dio e solo nelle prossime 24-48 ore sapremo se i traumi riportati da Nicola potranno risolversi senza gravi conseguenze». «Ho sentito da poco il padre al telefono per fare sentire la mia vicinanza e quella di tutti i trevigiani, rassicurandolo del fatto che saremo vicini a lui per qualsiasi bisogno. Il pensiero va poi direttamente a Nicola: forza non mollare. Tutti i trevigiani sono con te» ha scritto in un messaggio Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso. «Una vacanza che doveva essere di svago non può avere un risvolto così drammatico» ha detto all’Adnkronos il sindaco di Asolo Franco Dalla Rosa.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione, individuare i responsabili accertare i motivi che l’hanno innescata. Dai primi accertamenti, gli inquirenti sembrano escludere che possa essersi trattato di un tentativo di furto di denaro o altri oggetti di valore, dal momento che nulla sembra essere stato sottratto. Uno degli amici ha assicurato che «non ci sono stati contatti con ragazze».
