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Cronaca internazionale

La battaglia dei ponti di Kiev: Mosca martella i collegamenti sul Dnipro

Dopo i ripetuti raid contro il Ponte Sud, colpito anche il Ponte Nord. Tra chiusure, deviazioni e ingorghi, gli attacchi russi mettono sotto pressione le arterie che tengono unite le due sponde della capitale

epa13250441 A handout picture made available by the State Emergency Service shows Ukrainian firefighters working at the site of a Russian strike on a shopping mall in a residential area in Dnipro, Ukraine, 19 September 2026, amid the ongoing Russian invasion. At least three people were injured in the attack, according to the Dnipropetrovsk Regional Military Administration. EPA/STATE EMERGENCY SERVICE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Kiev, divisa in due dal Dnipro ma non solo. Dopo giorni di attacchi contro il Ponte Sud, oggi le forze russe hanno colpito anche il Ponte Nord, uno dei principali collegamenti tra la sponda orientale e quella occidentale della città. Una sequenza di raid che sta trasformando le infrastrutture di attraversamento del fiume in uno dei nuovi punti sensibili della guerra su Kiev.

Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato l’attacco, spiegando che sul posto sono intervenuti i servizi di emergenza. Il raid ha danneggiato il manto stradale e le linee elettriche aeree utilizzate dai filobus, costringendo le autorità a interrompere il traffico dalla sponda sinistra verso quella destra.

Mosca ha, intanto, emesso un nuovo avvertimento ai diplomatici e ai cittadini stranieri presenti a Kiev, invitandoli a “lasciare la città” . Lo si apprende da una dichiarazione del Ministero degli Esteri russo.

Il Ponte Sud era stato colpito ripetutamente a partire da giovedì scorso. Due droni avevano raggiunto l’area delle strutture di sostegno e, più tardi, un nuovo attacco ha provocato danni a un supporto, alla carreggiata e alle protezioni della linea della metropolitana che attraversa il ponte. Il giorno successivo è stato nuovamente attaccato mentre era già chiuso al traffico automobilistico e ferroviario. La successione degli attacchi ha costretto le autorità ucraine a modificare rapidamente la circolazione.

La geografia della capitale rende gli attacchi drammatici. Prima dell’invasione russa, oltre un terzo dei circa tre milioni di abitanti di Kiev viveva sulla sponda orientale, la cosiddetta “riva sinistra”. Gran parte delle istituzioni governative, degli uffici e delle attività economiche si trova però sulla riva occidentale. Sono otto gli attraversamenti che collegano le due parti di Kiev. Con il Ponte Sud fuori servizio e il traffico sul Ponte Nord colpito dalle nuove restrizioni, la pressione sulle infrastrutture rimaste operative è aumentata sensibilmente. Sono otto gli attraversamenti che collegano le due parti di Kiev. Con il Ponte Sud fuori servizio e il traffico sul Ponte Nord colpito dalle nuove restrizioni, la pressione sulle infrastrutture rimaste operative è aumentata sensibilmente.

Mosca sta intensificando gli attacchi su Kiev con l’obiettivo di spingere gli abitanti ad abbandonare la capitale. Dopo il fallimento dell’offensiva terrestre nelle prime settimane dell’invasione, il Cremlino ha rinunciato alla conquista militare immediata della capitale, senza però smettere di colpirla con missili e droni; la novità di questo autunno, invece, ruota tutta attorno alla crescente pressione su infrastrutture direttamente legate al funzionamento quotidiano della metropoli.

A questo si aggiunge il fattore inverno: le precedenti campagne russe contro il sistema energetico hanno già dimostrato quanto blackout e interruzioni del riscaldamento possano incidere sulla vita della popolazione, e la combinazione fra attacchi all’energia, difficoltà nei trasporti, allarmi continui e pressione sulle infrastrutture può aumentare progressivamente il costo materiale e psicologico della permanenza in città.

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