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Cronaca internazionale

La Svizzera accelera sui rimpatri: i nuovi voli per espellere i marocchini irregolari

Berna annuncia una serie di voli verso il Marocco nelle prossime settimane dopo l’aumento delle identificazioni. Sullo sfondo la crisi migratoria di Ceuta e le tensioni con Rabat. Il consigliere di Stato Philippe Müller accusa le autorità marocchine di rallentare le procedure di espulsione

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La Svizzera accelera sui rimpatri dei cittadini marocchini irregolari. Nelle prossime settimane sono previsti diversi voli diretti in Marocco per accompagnare nel Paese d’origine le persone destinatarie di un provvedimento di espulsione. Una decisione che arriva mentre in Europa resta alta l’attenzione sulla rotta migratoria marocchina dopo la crisi che ha investito l’enclave spagnola di Ceuta. Ad annunciare l’intensificazione dei rimpatri è stata la Segreteria di Stato della migrazione (Sem). Secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero Blick, il recente aumento delle identificazioni dovrebbe tradursi in un numero maggiore di espulsioni già nelle prossime settimane.

Sul dossier pesa quanto accaduto a Ceuta, dove l’arrivo di migliaia di persone dal territorio marocchino ha riacceso il dibattito sulla gestione dei flussi e sui rapporti tra i Paesi europei e Rabat. Scene che, osserva il quotidiano elvetico, potrebbero condizionare a lungo il confronto politico anche in Svizzera.

Le accuse a Rabat

A sollevare il problema della collaborazione con il Marocco è stato anche Philippe Müller, consigliere di Stato ed esponente dell’Fdp, che ha accusato Rabat di rallentare le procedure necessarie per effettuare i rimpatri.

La differenza nei tempi, secondo quanto riferito dal Blick, sarebbe particolarmente evidente: mentre nei procedimenti penali l’identificazione dei cittadini marocchini potrebbe essere completata nel giro di poche settimane, quando si tratta di procedere con un’espulsione l’iter presso l’ambasciata arriverebbe in alcuni casi a protrarsi per oltre un anno. Nel mirino c’è anche la questione dei minori. All’interno dell’amministrazione federale sarebbe diffusa la convinzione che il Marocco mostri scarso interesse per il rimpatrio dei minorenni coinvolti in procedimenti giudiziari e utilizzi il dossier migratorio come strumento nei rapporti con i Paesi europei.

Il nodo del Sahara Occidentale

A complicare le relazioni tra Berna e Rabat c’è poi una questione diplomatica che va ben oltre l’immigrazione: il Sahara Occidentale. La Svizzera non riconosce la sovranità marocchina sul territorio conteso, una posizione che rappresenterebbe un motivo di forte irritazione per le autorità marocchine. Il tema dei rimpatri si intreccia ancora di più in un confronto politico più ampio. La pressione migratoria proveniente dal Marocco è tornata al centro dell’attenzione dopo l’invasione di Ceuta (compresi numerosi minori).

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