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Cronaca internazionale

L’impero e l’ergastolo. La scure di Pechino su mister Evergrande

Hui Ka Yan colpevole di frode. Nato povero, è stato il più ricco di Cina. Ma nel 2021 dichiarò default con 300 miliardi di passivo

epa13179815 (FILE) - Xu Jiayin, Standing Committee Member of the 12th CPPCC National Committee; Board Chairman of Evergrande Group, waves during a press conference on the sidelines of the fifth session of the 12th Chinese People's Political Consultative Conference (CPPCC) in Beijing, China, 09 March 2017 (reissued 20 August 2026). The founder and former chairman of Evergrande Group Xu Jiayin (also known as Hui Ka Yan), has been sentenced to life in prison by a Shenzhen court after being convicted of multiple crimes, with all of his personal property ordered confiscated. The court also fined Evergrande Group 8.82 billion yuan (1.12 billion euros) while its real estate unit Evergrande Real Estate Group was ordered to pay 7 billion yuan (890 million euros), according to state news agency Xinhua. EPA/WU HONG

Quanto accaduto in Cina è una sentenza che ha l’effetto di un terremoto perché tocca uno dei pilastri dello sviluppo economico del Dragone, l’immobiliare. Il tribunale di Shenzen ha condannato Hui Ka Yan, il fondatore del colosso Evergrande, all’ergastolo, mentre la sua società e una sua controllata dovranno pagare una multa di 15,82 miliardi di yuan (oltre 2,4 miliardi di dollari). Contro Hui è stata anche disposta la confisca di tutti i suoi beni personali e la revoca a vita dei diritti politici.

Per anni Evergrande era stata protagonista del boom economico del mercato immobiliare cinese, fino al tragico epilogo con lo stato di default per impossibilità di onorare i pagamenti con i creditori. Secondo i media di stato cinesi, tra il 2016 e il 2021 (anno del fallimento) Hui aveva messo in piedi un «frode finanziaria su larga scala» compiendo anche «altre azioni volte a gonfiare il patrimonio e occultare le passività». Prima che ne fosse ordinata la liquidazione, il gruppo aveva accumulato quasi 300 miliardi di dollari di passività. Oltre alla frode, sono state contestati anche la raccolta illegale di depositi dal pubblico, l’appropriazione indebita di risorse societarie e la corruzione in ambito aziendale.

Dal processo è emerso che Hui raccoglieva denaro dagli acquirenti attraverso la prevendita di abitazioni non ancora costruite. Una parte dei fondi, invece di essere utilizzata per completare gli immobili già acquistati, veniva trasferita verso nuovi progetti. Il risultato sono stati centinaia di cantieri incompiuti. Il sistema messo in piedi da Evergrande è imploso dopo la decisione di Pechino di introdurre norme più stringenti per limitare l’indebitamento delle imprese immobiliari, causando il crollo del settore che per anni ha trascinato la crescita economica della Cina.

Ad aprile Hui si era dichiarato colpevole di accuse che includevano appropriazione indebita e appropriazione indebita. Altri cinque dirigenti sono stati condannati a pene detentive tra i 6 e i 18 anni. La corte ha riconosciuto che gli imputati (56 in totale) attraverso il ricorso a tangenti «avevano assunto il controllo di istituti finanziari», ma senza specificare quali siano gli enti coinvolti.

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