Dopo 92 anni anche una mascotte può diventare un problema politico. La University of San Francisco ha deciso di mandare in pensione “The Don”, il personaggio con baffetti e cappello verde in stile spagnolo che accompagnava le squadre dell’ateneo dal 1932. Al suo posto, dalla primavera del 2027, arriverà un lupo.
La decisione chiude una polemica esplosa nel 2022, quando il governo studentesco dell’università approvò una risoluzione chiedendo la rimozione della mascotte, accusata di rappresentare il passato coloniale spagnolo e lo sfruttamento delle popolazioni indigene della California. Una petizione a sostegno della campagna raccolse oltre 400 firme. Il personaggio era stato scelto in origine per ricordare Don Francisco de Haro, primo sindaco di Yerba Buena prima che la città assumesse il nome di San Francisco. Ma per una parte degli studenti - alfieri della religione woke - quell’immagine era ormai diventata incompatibile con la sensibilità contemporanea.
Il presidente dell’università Salvador Aceves ha presentato il cambiamento come un’evoluzione naturale dell’identità dell’ateneo. “Con una nuova leadership alla USF e nello sport universitario, crediamo sia il momento giusto per rivitalizzare la nostra immagine e adottare una nuova mascotte, nota per la sua intelligenza, resistenza e capacità di lavorare in branco”, ha spiegato. Le squadre, però, continueranno a chiamarsi “Dons”. Esulta Ariana Anayat, ex vicepresidente del governo studentesco e tra le promotrici della campagna, che si è detta “entusiasta” del risultato. Meno felici alcuni ex studenti, che sui social hanno accusato l’università di riscrivere inutilmente decenni di tradizione sportiva.
Il nuovo lupo, assicurano dall’ateneo, manterrà comunque un legame con l’identità gesuita dell’università, richiamando lo stemma della famiglia di Sant’Ignazio di Loyola. La forma definitiva della mascotte sarà scelta nei prossimi mesi insieme a studenti e personale. Il nome “Dons”, insomma, resta. A essere cancellato è il personaggio che lo rappresentava. Perché nel campus californiano, dopo quasi un secolo, la tradizione ha perso la partita contro l’ossessione per il colonialismo.
