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Cronaca internazionale

“Mi vendicherò dei tedeschi”. È allarme nella polizia tedesca per gli agenti musulmani immigrati

L’enorme numero di agenti con background migratorio sta creando tensioni nella polizia di Berlino

polizei

La polizia tedesca ha un problema enorme, che è frutto di tanti anni di assunzioni senza controlli particolarmente stringenti, soprattutto tra le seconde generazioni. Com’è emerso già nelle scorse settimane, la percentuale di agenti che non conoscono adeguatamente la lingua è altissima, come si evince dai test falliti sul dettato. Ma pare ci siano anche altri problemi, forse addirittura più gravi, come si evince dalla denuncia social di un avvocato.

Christiane Meusel ha reso pubbliche le rivelazioni raccolte da un suo assistito, un agente della polizia locale con background migratorio, secondo il quale, all’interno dei reparti, si starebbe verificando una crescita di episodi di odio e disprezzo aperto nei confronti dei tedeschi da parte di colleghi di origine turca o araba. Tra le frasi riportate figurano espressioni come “Per fortuna oggi andiamo a sparare senza tedeschi” o “Per fortuna oggi il tedesco bastardo non c’è”, oltre a dichiarazioni d’intento pronunciate da alcuni giovani in formazione che avrebbero detto “Mi vendicherò dei tedeschi”.

Interpellata sulla questione, la polizia di Berlino ha dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni formali al riguardo prima d’ora, ma ha confermato di aver avviato le necessarie verifiche interne, affidando gli accertamenti alla protezione dello Stato e al reparto competente per i reati commessi da funzionari pubblici. Tuttavia, diversi altri agenti di polizia contattati dalla Berliner Zeitung hanno confermato l’esistenza di dinamiche problematiche simili. Un funzionario anziano ha raccontato di un collega di fede musulmana che si era rifiutato di pattugliare insieme a una donna e che, durante un intervento per violenza domestica, si era mostrato estremamente indulgente con il marito violento sostenendo che la moglie se la fosse cercata.

Altri episodi hanno riguardato l’Accademia di polizia, dove alcuni allievi sono stati visti indossare la kefiah palestinese o si sono rifiutati di partecipare alle lezioni di nuoto perché in vasca c’era una compagna di corso con le mestruazioni. Un altro ha chiesto all’istruttore se potesse usare l’arma di servizio anche per difendere l’onore della propria famiglia. A quanto si apprende, l’uomo non ha completato la formazione e non fa più parte della polizia. Il caso riapre il dibattito sull’integrazione e la composizione del corpo di polizia nella capitale tedesca: negli ultimi anni, infatti, la quota di neoassunti con background migratorio ha raggiunto in alcuni settori della polizia territoriale percentuali comprese tra il 37% e il 40%, tra le più alte registrate nell’intero territorio nazionale tedesco.

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