Un pomeriggio di domenica trasformato in tragedia sulla pista dell’aeroporto internazionale di Miami, dove un aereo cargo brandizzato Amazon è uscito fuori pista al momento dell’atterraggio, provocando cinque morti e altrettanti feriti, tre dei quali in condizioni critiche.
La dinamica dell’incidente
Il velivolo coinvolto è un Boeing 767-300, immatricolato come volo Prime Air 7598 e operato dal vettore cargo 21 Air. Proveniva dall’aeroporto Luis Muñoz Marín di San Juan, Porto Rico, ed era in fase di atterraggio sulla pista 30 quando, poco prima delle 14 ora locale (le 20 in Italia), ha superato lo spazio disponibile per l’arresto, secondo quanto ricostruito da fonti citate dalle agenzie americane. Nella corsa fuori controllo l’aereo ha centrato diversi veicoli, tra cui due semirimorchi, prima di fermarsi in un campo adiacente alla pista, con la fusoliera adagiata sul ventre ma rimasta sostanzialmente intatta nonostante l’incendio sviluppatosi a bordo.
A confermare l’orario e la dinamica è stata anche la sceriffa della contea di Miami-Dade, Rosie Cordero-Stutz, secondo cui il mezzo avrebbe superato la pista intorno alle 13.58 locali.
Il bilancio e i soccorsi
Il bilancio più aggiornato, comunicato dalla sindaca della contea di Miami-Dade Daniella Levine Cava in conferenza stampa, parla di cinque vittime e cinque feriti; i nomi delle persone coinvolte non sono ancora stati resi noti. Tra i feriti, tre versano in condizioni critiche e sono stati trasportati in un centro traumatologico, mentre altri due sono stati ricoverati in un ospedale della zona.
Sul posto sono intervenute oltre sessanta squadre dei vigili del fuoco della contea, che al loro arrivo hanno trovato l’aereo avvolto dalle fiamme e hanno dovuto affrontare un’operazione di estrazione complessa per liberare l’equipaggio rimasto intrappolato in cabina.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche sull’operatività dello scalo: le autorità aeroportuali hanno disposto la chiusura di piste e taxiway, con uno stop ai decolli e agli atterraggi inizialmente fissato fino alle 15 locali e poi prorogato fino al pomeriggio, provocando ritardi per circa 250 voli nel pomeriggio di domenica, secondo i dati del sito di monitoraggio FlightAware.
Un velivolo con oltre trent’anni di servizio
Un dettaglio emerso nelle ricostruzioni giornalistiche riguarda l’età dell’aeromobile coinvolto: si tratterebbe di un Boeing costruito trentadue anni fa, originariamente destinato al trasporto passeggeri e utilizzato da diverse compagnie aeree per oltre vent’anni, prima di essere convertito in aereo cargo nel 2015, come riportato dal sito specializzato di tracciamento voli Flightradar24.
Le indagini
Il National Transportation Safety Board (NTSB), l’agenzia federale statunitense che indaga sugli incidenti aerei, ha annunciato l’invio di un team guidato dalla presidente Jennifer Homendy per ricostruire l’accaduto. Al momento non risultano confermate ipotesi definitive sulle cause: tra gli elementi al vaglio degli investigatori, secondo quanto riferito da alcuni esperti del settore, vi sarebbe la possibilità che l’aereo abbia toccato la pista più avanti del previsto rispetto alla zona di atterraggio standard, che in genere si colloca entro i primi 900 metri circa dall’inizio della pista.
Da una prima analisi delle comunicazioni radio tra torre di controllo ed equipaggio, condotta dalla stampa americana, non risulterebbe che i piloti abbiano dichiarato formalmente lo stato di emergenza prima dell’atterraggio.
Le reazioni
Sia la Federal Aviation Administration (FAA) sia Amazon hanno diffuso comunicati ufficiali nelle ore successive all’incidente. La portavoce di Amazon, Kelly Nantel, ha espresso il cordoglio dell’azienda, sottolineando la piena collaborazione con le autorità competenti e con gli inquirenti.
Anche 21 Air, la compagnia che operava materialmente il volo, si è detta “devastata” dall’accaduto: l’amministratore delegato Keith Winters ha espresso le condoglianze dell’azienda alle famiglie delle vittime, ribadendo la disponibilità a cooperare con gli investigatori federali.
