Le politiche europee di contenimento dell’immigrazione irregolare, insieme a quelle italiane, stanno funzionando. Senza esultare eccessivamente, però, i risultati del nuovo corso iniziano a vedersi e sono molto incoraggianti, soprattutto nel Mediterraneo centrale, che è la zona attraverso la quale passano i migranti che arrivano in Italia. Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, sono stati registrati oltre 74.000 attraversamenti verso l’Europa e la rotta del Mediterraneo centrale è quella che ne ha registrato il 55% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, circa 19.400 arrivi.
In generale, il numero di arrivi in Ue si è ridotto del 35% ma in questo calcolo non è stato inserito il dato dell’assalto a Ceuta del 31 luglio, perché “non sarà possibile stabilire un dato definitivo, poiché la maggior parte di coloro che hanno attraversato il confine era già tornata in Marocco prima di poter essere registrata”. Il Mediterraneo occidentale è stata l’unica rotta principale a registrare un aumento, con un incremento del 34% dei casi individuati, dovuto principalmente alle partenze dall’Algeria. Il periodo di rilevazione ha coinciso con la prima estate completa di applicazione del Patto sulla migrazione e l’asilo, che introduce un processo di screening unico e standardizzato alle frontiere esterne dell’Ue. Il numero complessivo di arrivi irregolari continua a diminuire, ma il costo in termini di vite umane rimane elevato. Quindi, da Frontex è stata fornita anche una nota sulla perdita di vite umane: “Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, quest’anno, finora, più di 1.800 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo”.
Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, ha sottolineato che “i dati pubblicati da Frontex confermano l’efficacia e la concretezza dell’azione del Governo italiano sul contrasto all’immigrazione clandestina. Quel -55% sulla rotta del Mediterraneo centrale nei primi otto mesi del 2026 dimostra la validità di una ricetta politica precisa: contrasto deciso ai traffici di esseri umani e cooperazione con i Paesi africani. I numeri sono in calo, nonostante le complesse fasi di instabilità politica e sociale nel Nord Africa”. Se l’Unione, conclude, “per la prima volta dal 2013 ha assunto una posizione più decisa è per merito e impegno del governo italiano, che si è fatto promotore di un’importante azione politica”. Il deputato di Forza Italia e responsabile Immigrazione del partito, Alessandro Battilocchio, ha rimarcato che “i dati ufficiali del Viminale evidenziano come ad oggi, con 21.180 arrivi, l’andamento prevede una tendenza al calo consistente rispetto all’anno scorso. Proprio per fermare i trafficanti di uomini e azzerare queste tragedie in mare, la linea di Forza Italia e del governo resta fermissima: rigore, controllo delle frontiere, accordi con i Paesi di partenza e stabilità nel Mediterraneo. La strada tracciata è quella giusta e i numeri di oggi lo dimostrano”.
