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Cronaca internazionale

“Non sono complice”. Eh Sheeran sotto ricatto dai fan pro Pal si scusa per l’esclusione di Macklemore

L’artista ha spiegato dal palco di non aver deciso lui l’esclusione del rapper che ha gridato “Palestina libera” dal palco, puntando il dito sulle approvazioni preventive delle esibizioni

Ed Sheeran, da qualche settimana, è al centro della polemica a seguito all’esclusione del rapper Macklemore dal suo tour statunitense, arrivata dopo le prese di posizione pro-Palestina dell’artista, che ha gridato “Palestina libera” dal palco del concerto di Ed Sheeran lo scorso 5 settembre. L’episodio ha scatenato una reazione a catena con la rinuncia di altri musicisti della formazione, come Finneas e la band Beoga, che si sono ritirati per solidarietà e tanti fan che hanno chiesto a Ed Sheeran di esporsi, con anche minacce di boicottaggio contro le quali ha provato a porre rimedio.

Nella notte italiana è salito per la prima volta sul palco dopo la polemica, non prima di aver cercato di placare le polemiche con un messaggio pubblicato su Instagram sostenendo di “non voler trasformare il proprio lavoro in una piattaforma politica”. Ha risposto a quanti lo hanno accusato, “non sono complice”, spiegando di avere le proprie “opinioni personali su questo conflitto devastante. Il fatto che io scelga di non esprimermi pubblicamente non significa che non ne abbia o che la questione non mi stia a cuore”. Fuori dal luogo del concerto è stata organizzata ieri una manifestazione pro Gaza ma nel frattempo il boicottaggio è già iniziato e il prezzo dei biglietti più economici è crollato da 123 a 67 dollari. “La situazione è ingiustificabile”, ha detto dal palco, cercando di placare le polemiche. “Ciò che sta accadendo a Gaza è catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato”, ha aggiunto, dicendo anche che gli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele sono stati orribili ma ammettendo: “Ho dovuto prendere decisioni difficili, sto commettendo degli errori e mi dispiace immensamente”.

Ha cercato di recuperare il ricatto economico, davanti alla minaccia di veder rovinare un tour sul quale ha lavorato a lungo. Ha anche affermato di non essere responsabile dell’allontanamento di Macklemore, presa su richiesta del proprietario dei New England Patriots, Robert Kraft, la cui società possiede lo stadio in cui venerdì era previsto il concerto del tour. “Non voglio deludere i fan, e non ho mai voluto essere un musicista attivista, ma questa situazione mi ha posto al centro di un dibattito importante e appassionato sulla libertà di espressione e sulla questione politica più complessa del pianeta”, ha proseguito. Ha poi aggiunto che tutti sono benvenuti ai suoi concerti e che si possono avere punti di vista opposti pur continuando a cantare le sue canzoni, che parlano di “amore, speranza e unità”. Ha anche espresso ai fan la propria preoccupazione riguardo alla prassi delle sedi che approvano preventivamente le esibizioni: “Questo accade in tantissimi luoghi in cui mi esibisco in tutto il mondo, ma non dovrebbe mai succedere nel mondo libero”.

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