Emerge un particolare inquietante sulla forte turbolenza che il 4 agosto ha causato il ferimento di 17 persone tra passeggeri e assistenti di volo a bordo di un Airbus A320 di Air India in servizio da Phuket a New Delhi sceso velocemente di quota per 300 piedi (circa 100 metri). Uno dei due piloti, infatti, è stato trovato positivo a sostanze psicoattive.
I risultati dell’analisi
A darne notizia è la Direzione Generale dell’Aviazione Civile indiana che ha sospeso dal servizio entrambi i membri dell’equipaggio in attesa dell’esito delle indagini. Il primo test effettuato su uno dei due piloti al comando ha evidenziato un risultato che ha richiesto ulteriori accertamenti. L’incidente è stato ufficialmente classificato come “grave” e posto sotto indagine dall’Ufficio per le indagini sugli incidenti aerei.
Di cosa si tratta
Il ministero non ha rivelato la sostanza specifica emersa dallo screening iniziale. Quando, però, si parla di sostanze psicoattive si fa generalmente riferimento a composti naturali, semisintetici o sintetici che agiscono sul sistema nervoso centrale, modificando l’umore, la percezione, la coscienza e il comportamento. Si dividono in base ai loro effetti sul cervello in tre grandi gruppi: stimolanti, depressori e allucinogeni variando da caffeina e nicotina fino a cocaina, anfetamine ed Ecstasy.
La nota di Air India
La compagnia indiana ha dichiarato di essere a conoscenza dei test di screening post-volo effettuati secondo i protocolli applicabili, ma di non essere stata informata dei risultati. “Siamo a conoscenza del fatto che sui piloti è stato effettuato un test di screening post-volo in conformità con i protocolli applicabili”, ha affermato un portavoce della compagnia aerea. “Tuttavia, i risultati del test non sono stati condivisi con Air India e pertanto non siamo in grado di commentare alcun eventuale riscontro”.
Al momento, comunque, non è stato accertato un nesso di causa-effetto tra la condizione del pilota e la turbolenza avvenuta in volo. Resta da capire, logicamente, in che modo il comandante (qualora fosse confermata la positività con il secondo test) sia stato in grado di affrontare la forte turbolenza che ha fatto perdere quasi 100 metri di quota, in pochi secondi, all’aereo passeggeri. “Ho tremato e pregato per tutto il viaggio, credevamo di morire”, ha dichiarato a Repubblica un’italiana presente su quel volo.
Quali sono le regole
In caso di primo test positivo confermato, il membro dell’equipaggio deve essere indirizzato a un centro di riabilitazione come recitano le norme internazionali. Il membro dell’equipaggio (in questo caso uno dei due piloti) può tornare in servizio solo dopo aver presentato un referto negativo al test antidroga.
Una seconda infrazione, invece, può comportare la sospensione della licenza del membro dell’equipaggio per tre anni e una terza infrazione può comportare la revoca definitiva della licenza.
