In Europa esistono forti criticità innegabili legate ai fenomeni migratori, che l’Europa sta iniziando a gestire solamente ora dopo anni di inerzia completa, che hanno causato problemi enormi, soprattutto ai Paesi di primo ingresso (Spagna, Italia e Grecia) e di conseguenza a tutta l’Unione in conseguenza dei movimenti secondari. L’Italia è al momento il Paese che sta riuscendo a governare meglio il fenomeno, sia per quanto riguarda gli ingressi (in riduzione esponenziale) sia per quanto riguarda la gestione dei presenti. La Spagna, come è ben noto, ha avuto il problema di Ceuta e ora si ritrova con 8.000 migranti bloccati a Ceuta con tutte le problematiche di sicurezza che ne derivano, mentre la Grecia nelle ultime ore ha dovuto contenere una fuoriuscita da un centro migranti senza successo.
Se ne parla poco di quanto accaduto nel Paese ellenico, al confine con la Bulgaria, dove durante il fine settimana ci sono stati scontri tra gli ospiti di un centro di accoglienza per richiedenti asilo e le forze di sicurezza locali. L’unico a parlarne finora è stato il sito tedesco Welt, secondo il quale sarebbero circa 20 i migranti che sono riusciti a scappare e di cui si sono perse le tracce mentre quasi altrettanti sono stati fermati e riportati a Sintiki, dove sorge il luogo controverso che attualmente ospita centinaia di richiedenti asilo. È qui che la Grecia alloggia i migranti per i quali è attesa una decisione di espulsione o protezione.
Secondo quanto viene riferito dalla polizia greca, nel pomeriggio di sabato i migranti hanno iniziato a lanciare pietre contro gli agenti deputati alla sorveglianza: le autorità hanno considerato la situazione come di pericolo e sono arrivate a Sintiki le forze speciali, che hanno reagito con l’utilizzo delle granate stordenti. Solo dopo diverse ore la rivolta è stata placata ma, nel frattempo, in decine sono riusciti a scappare, probabilmente prendendo la via della Bulgaria e, quindi, entrando in quella che è la rotta balcanica che poi conduce all’Europa occidentale.
La Grecia sta subendo la pressione sulle sue isole, dove si trovano alcuni dei centri di accoglienza preliminari: in particolare a Lesbo e Samo la situazione è tesa perché di recente ci sono stati numerosi interventi al largo dell’isola di Creta. Ora il problema sono quei migranti che sono fuoriusciti dal centro e che si sono messi in cammino lungo le rotte note, che tagliano l’Europa da sud a nord-ovest, passando dai Paesi balcanici per poi entrare dai valichi di Slovenia e Austria. L’Italia ha rafforzato i controlli sul confine orientale e lo stesso hanno fatto tutti i Paesi che si affacciano su quel versante, ormai da tempo, per contrastare i flussi irregolari provenienti da est.
