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Rogo in Andalusia, turisti in trappola: 12 morti

Incendio boschivo vicino ad Almería, anche 20 dispersi. In molti sorpresi nelle auto. Giallo sulle cause

 Rogo in Andalusia, turisti in trappola: 12 morti
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Almeno dodici morti, otto feriti, oltre mille sfollati e più di venti persone ancora disperse. È il bilancio, destinato con ogni probabilità ad aggravarsi, del gigantesco incendio boschivo che da giovedì pomeriggio devasta l'area di Los Gallardos, nella provincia di Almería, in Andalusia, nel Sud della Spagna. Le autorità regionali parlano del più grave incendio mai registrato nella comunità autonoma per numero di vittime.

Le ricerche proseguono senza sosta nelle zone già attraversate dal fuoco. La Guardia Civil sta perlustrando casa per casa le aree più isolate, mentre i familiari continuano a segnalare persone di cui si sono perse le tracce. «Speriamo di ritrovarle vive», ha detto il presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno.

La maggior parte delle vittime è stata trovata

all'interno di automobili rimaste bloccate lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Chi era a bordo avrebbe tentato di fuggire, ma il fronte di fuoco ha chiuso ogni via di scampo. I corpi sono in molti casi carbonizzati e saranno necessari gli esami del Dna per procedere all'identificazione. Secondo le autorità, la maggioranza delle vittime sarebbe di nazionalità straniera, soprattutto britannica e belga; solo una, finora, risulterebbe spagnola.

L'origine dell'incendio è ancora oggetto di accertamenti, ma l'ipotesi ritenuta più probabile è quella della caduta di un cavo elettrico che avrebbe incendiato la vegetazione secca ai margini della strada statale N-340A. La ricostruzione, tuttavia, presenta ancora diversi punti da chiarire. Red Eléctrica ha escluso che il cavo appartenesse alla rete nazionale, mentre anche Endesa ha precisato che la linea interessata, ormai disattivata, non era di sua competenza ma serviva un ristorante e una casa abbandonati.

Fatto sta che le temperature elevatissime, la vegetazione disseccata e le raffiche di vento superiori ai 50 chilometri all'ora hanno ingigantito il rogo in poche ore. Secondo Moreno, il fronte ha percorso circa 15 chilometri in appena due ore, divorando almeno 3.200 ettari di boscaglia e pineta. A

complicare ulteriormente la situazione è la morfologia del territorio, caratterizzato da pendii, gole e abitazioni sparse. In molti punti i mezzi antincendio faticano a raggiungere il fronte del fuoco. Oltre un migliaio di persone ha dovuto lasciare la propria casa, in molti casi trascorrendo la notte nei centri di accoglienza allestiti a Lubrín e Garrucha ma alcuni residenti, nonostante gli avvisi delle autorità, hanno deciso di rimanere nelle proprie abitazioni.

Nonostante l'impnente dispiegamento di forze (più di 500 operatori con il supporto di una quindicina di velivoli antincendio e numerosi mezzi terrestri) l'incendio resta fuori controllo e le previsioni di vento forte per le prossime ore fanno temere un'ulteriore espansione del

fronte. Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha assicurato il pieno sostegno dello Stato alle operazioni di soccorso mentre un messaggio di vicinanza e cordoglio è arrivato anche dal re Felipe VI e dalla regina Letizia.

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