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Cronaca internazionale

“Scansiona i libri e li distrugge”: l’accusa ad Amazon

Un dispositivo di tracciamento ha “seguito” un libro fino alla destinazione finale, un centro di Amazon: ecco cosa è successo e come viene addestrata l’intelligenza artificiale

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epa12771152 An Employee walks in front of the Amazon logo at the newly inaugurated 'Amazon BLR37' fulfilment office in Bangalore, India, 23 February 2026. The American multinational technology-based e-commerce company has opened its second-largest fulfilment office in Asia in Bengaluru. The 1.1 million sq ft, 12-storey campus will house over 7,000 employees. The company has invested USD 40 billion in India so far and plans to invest an additional USD 35 billion by 2030. EPA/JAGADEESH NV

L’inchiesta è di una certa rilevanza: Amazon starebbe acquistando enormi quantità di libri, li scansiona per ricavarne dati di addestramento per l’intelligenza artificiale e, nel processo, li distrugge. È l’accusa mossa dal giornale “404 Media” che è riuscito a portare a galla quanto avvenuto con l’operazione di acquisto di libri da parte di Amazon, fino a questo momento inedita, inserendo un dispositivo di localizzazione in un libro raro.

La scoperta

Il sospetto del giornale americano si è rivelato un intuito vincente: quel libro sarebbe stato acquistato da un’azienda di intelligenza artificiale per l’addestramento di modelli per IA ed è stato seguito fino alla destinazione finale, un magazzino Amazon a Las Vegas, in Nevada. I dipendenti Amazon che lavorano in questa sede affermano di occuparsi esclusivamente di ricevere enormi spedizioni di libri stampati, di cui tagliano la rilegatura per velocizzare la scansione.

Dopodiché, quel libro stampato sarebbe stato distrutto durante il processo. Addio alla carta, in parole povere. Il logo del team Amazon che lavora in questo magazzino, chiamato VGT3, raffigura un dinosauro con i denti scoperti e un libro tra le mani. “Amazon acquista libri tramite canali commerciali per contribuire allo sviluppo e al miglioramento dei prodotti e dei servizi utilizzati dai nostri clienti”, ha dichiarato un portavoce di Amazon a 404 Media.

Come si addestra l’AI

Le aziende di intelligenza artificiale di tutto il mondo sono costantemente alla ricerca di nuovo materiale per addestrare i propri modelli, investendo ingenti risorse. Nel caso dei libri, questo significa che a volte possono anche essere distrutti, una pratica contro cui gran parte dell’opinione pubblica si è espressa tra favorevoli e contrari e che adesso sarebbe adottata anche dal colosso Amazon.

Le teorie dei librai

“Il fatto che i dipendenti scansionino i codici a barre o gli ISBN dei libri – un numero di serie univoco assegnato a ogni libro pubblicato – prima di scansionarne il contenuto, avvalora ulteriormente un’altra teoria avanzata dai librai: le aziende di intelligenza artificiale starebbero cercando di scansionare metodicamente ogni libro stampato al mondo, analizzando l’elenco degli ISBN. Un libraio mi ha confidato di sospettare questa ipotesi perché i grandi ordini che riceveva non includevano mai libri rari privi di ISBN”, spiega un libraio, che ha scelto di rimanere anonimo, al giornale americano.

“Esistono diversi tipi di valore” - ha aggiunto il libraio - C’è il valore monetario, ovviamente, ma ce ne sono molti altri. C’è il valore storico, il valore intellettuale, il valore sentimentale ma alle aziende di intelligenza artificiale non importa nulla di tutto ciò. A loro interessa solo il contenuto, un insieme di parole messe insieme”.

Se è vero che Amazon ha rilasciato la dichiarazione di cui sopra, non ha poi risposto alle domande del giornale americano sul perché abbia tagliato i libri scansionati, quanti centri di questo tipo possieda nel mondo e quale sia la sua reazione alle critiche di chi è indignato dal fatto che le aziende di intelligenza artificiale stiano distruggendo i libri.

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