In Spagna si è scatenata la bufera attorno ai tre giocatori del Real Madrid che, nello scorso turno di Liga, si sono rifiutati di indossare correttamente la sovramaglia dedicata a Ceuta. Mbappé, Vinicius e Konaté hanno coperto la scritta dedicata agli abitanti dell’exclave spagnola che da luglio sono costretti a convivere con le migliaia di immigrati che hanno invaso la loro città e che il governo non riesce a gestire. Tante le polemiche, perché gli spagnoli si sono sentiti traditi da giocatori che nel loro Paese hanno trovato fama e ricchezza ma che non vogliono esporsi per sostenere una parte di spagnoli che, invece, ha il massimo appoggio della popolazione.
“È stata una decisione del club. I giocatori dovevano indossarla. La prima cosa che voglio dire è che sono in completa solidarietà con Ceuta e con tutte le vittime. Perché prima di essere un calciatore, sono un essere umano, ma volevo anche fare un gesto e dedicare un pensiero a tutti gli immigrati che hanno perso la vita e che vivono anche in condizioni molto difficili”, ha dichiarato Mbappé, trovandosi costretto a esporsi per limitare il danno di un gesto che in tanti non solo non hanno capito ma, soprattutto, non condividono. Gli spagnoli stanno facendo quadrato attorno a Ceuta, città violata e snaturata, che ora viene perfino delegittimata come città spagnola dal parlamento europeo. Mbappé lamenta di essere stato obbligato a indossare quella maglietta, questo il senso delle sue parole, e per questo motivo gli spagnoli lo stanno accusando di non voler prendere una posizione.
“Non è stata una posizione facile da assumere. È stato difficile, perché le persone potrebbero pensare che io sia contro la gente di Ceuta, ma no, assolutamente no. Non ho niente contro di loro e hanno il 100% del mio sostegno e dei miei pensieri. Ma volevo anche dedicare un pensiero a tutti coloro che soffrono, perché in fin dei conti sono umano e non voglio dare priorità al dolore di una persona rispetto a un’altra. Ci sono persone che soffrono, e mi rattrista molto vedere questo nel mondo. Sono qualcuno che vuole il meglio per il mondo in cui viviamo. Voglio inviare un messaggio di positività e pace, e spero che questa situazione si risolva rapidamente”, ha detto ancora il calciatore francese.
Ma la situazione di Ceuta sarà risolta solo quando tutti i migranti saranno rimpatriati e la città liberata. Non prima. E per chi si trova oggi a Ceuta da irregolare è stata una scelta quella di entrare illegalmente, molti sono tornati perché senza cibo e acqua. Chi resta pretende asilo in Europa ma sono una minoranza, forse, quelli che davvero potrebbero averne diritto. Secondo il presidente dell’exclave si trovano ancora 13.000 persone a Ceuta ma sono numeri impossibili da avere con certezza, perché ci sono migranti che continuano a nascondersi nei boschi.
