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Calcio

Sostegno a Ceuta, ma i giocatori del Real occultano il messaggio di solidarietà: bufera su Mbappé Vinicius e Konaté

In Spagna esplode la polemica dopo che alcuni giocatori delle “merengues” hanno deciso di prendere una posizione opposta a quella della società

Real Madrid

Il campo consegna tre punti al Real Madrid, ma il posticipo della sesta giornata della Liga contro l’Elche, terminato 3-2 per i Blancos grazie anche a una rete siglata da Kylian Mbappé, si trasforma in un caso politico che sta scuotendo l’intera Spagna. Al centro della bufera ci sono tre stelle della squadra guidata da José Mourinho, ovvero proprio il numero 10 francese, Vinicius Junior e Ibrahima Konaté. I calciatori si sono resi protagonisti di un vistoso “boicottaggio” dell’iniziativa che era stata messa in scena poco prima del fischio d’inizio come gesto di solidarietà nei confronti di Ceuta.

Come da protocollo della federazione, i giocatori di entrambe le squadre hanno fatto il loro ingresso sul terreno di gioco dello stadio Manuel Martínez Valero indossando una t-shirt bianca celebrativa. Sul fronte lo slogan “Todos somos caballas” (“Siamo tutti di Ceuta”), un breve messaggio volto a esprimere vicinanza e solidarietà alla popolazione dell’exclave spagnola in Nord Africa, colpita a fine luglio da una profonda e drammatica crisi migratoria culminata in pesanti disordini sociali.

I video circolati sul web hanno però immortalato un comportamento anomalo da parte dei tre fuoriclasse: da un lato Mbappé e Vinicius hanno arrotolato e sollevato la maglietta a mezzobusto fin sopra il petto, coprendo di fatto la scritta, dall’altro Konaté ha deliberatamente scelto di non indossarla neppure, tenendola in mano per poi disfarsene in modo rapido prima del saluto ufficiale tra i capitani.

Il gesto plateale ha scatenato un’ondata di furiose polemiche nel Paese, dato che l’iniziativa promossa lo scorso 11 settembre dall’Associazione Valenciana degli Imprenditori, era stata sposata senza remore dal Real Madrid. Una scelta che non sorprende, essendo il presidente onorario delle “merengues”, la leggenda José Martínez “Pirri”, nativo proprio di Ceuta. Non solo: il club madrileno aveva già espresso la propria solidarietà anche durante l’ultimo turno delle coppe europee. Mentre il resto della squadra ha esposto il messaggio senza remore, la frattura interna creata dai tre top player dei “Blancos” ha spaccato l’opinione pubblica e la stampa iberica.

I principali quotidiani sportivi spagnoli hanno commentato la vicenda con toni diametralmente opposti. Marca ha calato la scure definendo l’episodio “un fatto grave”, senza troppi giri di parole, e condannando la mancanza di allineamento dei calciatori rispetto alle linee della società. Per contro, sulle colonne di Mundo Deportivo sembra invece emergere una posizione meno estremista, più orientata sulla linea “soft” che la società madrilena pare aver deciso di mantenere. Dinanzi alla bufera che si è scatenata in tutto il Paese, il Real si è infatti limitato a minimizzare la portata dell’episodio, dichiarando di aver concesso ai suoi calciatori la massima libertà di adesione all’iniziativa.

Resta il fatto che la campagna, che ha visto l’adesione di molti altri campi della Comunità Valenciana nell’ultimo turno di campionato, come in Levante-Barcellona e Villarreal-Betis, ha finito per accendere i riflettori non tanto sulla solidarietà verso l’exclave, quanto sulle profonde divisioni che i temi geopolitici e migratori continuano a generare persino tra le stelle più pagate del calcio mondiale.

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