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Cronaca internazionale

Spagna, un’invasione di migranti a Ceuta. “Siamo sotto assedio”. Mobilitato l’esercito

Circa 2mila arrivi in pochi giorni grazie alle traversate, recuperati 11 cadaveri in mare. I residenti dell’enclave davanti alla sede del governo: “Noi abbandonati”. Sánchez non dichiara l’emergenza e viene attaccato dall’opposizione, ora l’Ue rischia una nuova crisi

Migrants cross from Morocco into the Spanish enclave of Ceuta, Thursday, July 30, 2026. (AP Photo/Antonio Sempere)

Grazie alla magistratura spagnola torna l’incubo 2015 per l’Europa? Undici anni fa la crisi dei migranti causata dalla guerra in Siria. Ieri l’esodo dal Marocco che si è abbattuto sulle coste dell’enclave spagnola di Ceuta, con circa 2mila extracomunitari che in poche ore sono riusciti a entrare in territorio europeo dopo la recente sentenza della Corte Suprema che chiude un occhio sui migranti via mare. Il premier Pedro Sánchez, chiamato in causa dall’opposizione, su X si dice «impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione» e ha mobilitato le unità dell’esercito per supportare la Guardia Civil in grave difficoltà.

Ogg l’esponente del Psoe sarà a Ceuta col ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ma ha deciso di non dichiarare lo stato di emergenza nazionale.Chi vive a Ceuta sta vivendo un incubo: «Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare», dicono alcuni degli abitanti dell’enclave in terra africana. Centinaia di cittadini si sono riuniti ieri in Plaza de los Reyes, di fronte alla sede del governo, per protestare contro la gestione della crisi da parte delle varie amministrazioni. Le autorità iberiche non danno stime ufficiali dei migranti entrati nell’enclave che sarebbero migliaia: «La valanga umana raggiunge già i 5 chilometri alla frontiera», secondo la corrispondente di Tve. I migranti arrivano indossando mute da sub, che si tolgono non appena raggiunta la terraferma. «Sotto tengono i cellulari protetti in custodie impermeabili che usano subito dopo aver toccato terra, scattando foto e chiamando altri a raggiungerli», raccontato testimoni oculari. Un’impresa che non riesce a tutti: almeno 11 cadaveri di migranti morti nel tentativo di arrivare a nuoto a Ceuta sono stati recuperati in mare dalla Guardia Civil e dal Soccorso Marittimo. Secondo una ong, almeno una ventina di persone risulterebbero disperse. Negli ultimi 12 mesi sono circa 70 le persone annegate nella traversata. Il flusso improvviso è quasi certamente collegato alla recente sentenza della Corte Suprema che ha deciso una procedura amministrativa individualizzata per chi arriva a Ceuta via mare: in sostanza prescrive che la disposizione sul respingimento alla frontiera non si applica a chi arriva a nuoto.

Il sindacato unificato di polizia ha avvertito che la sentenza aumenterà il carico di lavoro a una frontiera già sottoposta a un’intensa pressione migratoria. «Sánchez è un traditore, un corrotto e un indecente – tuona il leader di Vox, Santiago Abascal -.

Agisce come il nemico del popolo spagnolo. L’emergenza nazionale si può risolvere solo cacciandolo e mettendolo sotto processo». Sulla stessa lunghezza d’onda il Ppe che «esorta la Spagna ad agire ora per proteggere i nostri confini esterni e la Commissione europea ad adottare le misure appropriate». Ieri Le autorità marocchine hanno impiegato materiale antisommossa, incluso gas lacrimogeno e cannoni ad acqua, per disperdere le centinaia di migranti marocchini che si accalcano alla frontiera di Ceuta,secondo quanto riportato dall’agenzia Efe.Si parla di una colonna umana di oltre cinque chilometri.

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