Come il capitano Schettino. L’equipaggio ha abbandonato la nave, dopo un’esplosione, lasciando i passeggeri annegare. È la denuncia di uno dei superstiti del naufragio avvenuto ieri a Kyrenia, nella parte nord di Cipro occupata dalla Turchia, quando la nave passeggeri Express, di proprietà della compagnia Filo Jet battente bandiera turca con 267 persone a bordo, ha iniziato a imbarcare acqua per poi capovolgersi su un lato e affondare. «Abbiamo avvertito il capitano, ma non ci ha dato retta», ha raccontato una volta giunto in porto. La situazione, ha aggiunto, ha preso una piega tragica quando l’acqua ha infranto un finestrino. E a quel punto l’equipaggio non solo non ha avvisato i passeggeri, ma non ha nemmeno distribuito loro i giubbotti di salvataggio. «Anzi, è stato il capitano ad abbandonare l’imbarcazione per primo, lasciando le persone in balia delle onde».
Otto morti e diciassette dispersi è il bilancio (ancora provvisorio) del naufragio. Partita dal porto di Girne, e diretto a Tasucu, in Turchia, la nave ha inviato il primo mayday verso mezzogiorno e subito alcuni passeggeri si sono tuffati in mare, mentre altri hanno atteso i soccorsi aggrappati alla fiancata del traghetto. Sul posto sono giunti elicotteri, droni e imbarcazioni della Guardia Costiera turca: il traghetto è affondato poco dopo a 500 metri di profondità.
Il capitano e altre sette persone sono state arrestate dalle autorità nell’ambito delle indagini sulle cause dell’incidente. Anche il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite a Cipro, Hashim Dian, ha espresso il suo cordoglio. Un altro testimone ha raccontato che nella nave, subito dopo la partenza, c’è stato un boato ma il personale a bordo non gli ha dato peso. «Subito i sedili hanno iniziato a rompersi. Il capitano è arrivato, ha detto che non c’era niente che non andasse e ha continuato. Poi, la parte anteriore si è disintegrata».
Appena diffusa la notizia del naufragio, la Repubblica di Cipro, membro Ue, ha offerto assistenza alle operazioni di ricerca e salvataggio, con la priorità assoluta di salvaguardare le vite umane, mettendo a disposizione mezzi aerei di ricerca e di soccorso. Il Presidente della Repubblica, tramite un canale aperto con il negoziatore greco-cipriota, ha richiesto che vi fossero comunicazioni con il leader turco-cipriota, proprio per chiarire la disponibilità della Repubblica di Cipro a fornire tutta l’assistenza possibile tramite la Forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a Cipro (Unficyp) e il competente Comitato bicomunale. «In un momento come questo, la protezione della vita umana è al di sopra di ogni altra cosa», è stata la posizione ufficiale del governo di Nicosia.
Da alcuni giorni l’isola è stata interessata da una fortissima perturbazione che ha causato ingenti danni. Sabato scorso c’è stata una delle tempeste estive più intense degli ultimi anni, che ha causato un morto, diversi feriti, danni e gravi problemi in quasi tutte le province del Paese. Lo scenario peggiore nella zona di Capo Greco, dove il noto imprenditore ed ex pilota di rally Dimis Mavropoulos ha perso la vita quando la sua barca si è trovata in condizioni meteorologiche estremamente avverse e si è schiantata contro gli scogli. A bordo c’erano anche altre persone, tratte in salvo, mentre sua figlia e la sua compagna sono finite in ospedale.
