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Cronaca internazionale

Alluvione in Tibet, salva la scuola costruita dalla Onlus di Pietro Taricone: “I bambini sono tutti al sicuro”

L’associazione creata a nome dell’attore ha fatto sapere che la struttura costruita aperta nel 2016 è stata risparmiata dal sisma

Scuola Nepal Pietro Taricone

La terra è tornata a tremare nelle ultime ore, colpendo il Tibet. Il terremoto di magnitudo 4.4, che ha scosso la regione nepalese di Rasuwa, ha innescato una valanga di acqua e fango che ha provocato morti e devastazione.Salvo, invece, il territorio del Mustang dove si trova la scuola costruita dalla Onlus dell’attore Pietro Taricone, realizzata dopo la sua morte.

Il post sui social

L’ex compagna dell’attore, Kasia Smutniak, ha fatto sapere che l’istituto, gli studenti e il personale sono rimasti incolumi. “Nonostante la Ghami Solar School si trovi a pochi chilometri dal confine tibetano, sono tutti al sicuro e sereni”, si legge nella nota pubblicata sulla pagina social dell’attrice, nonché presidentessa dell’associazione Pietro Taricone, che prosegue: “La regione del Mustang non è stata coinvolta. Desidero ringraziare tutte le persone che ci hanno contattato per esprimere la propria preoccupazione per i bambini della scuola. L’Associazione Pietro Taricone esprime tutta la sua solidarietà al popolo nepalese. Siamo vicini alle famiglie delle vittime, ai volontari coinvolti nelle ricerche e a tutte le organizzazioni, governative e non, impegnate nei soccorsi”.

La scuola in Nepal

L’idea di costruire la Ghami Solar School era nata da un sogno condiviso da Pietro Taricone e Kasia Smutniak durante un viaggio in Nepal prima che l’attore morisse. Dopo la sua prematura scomparsa ‚avvenuta il 29 giugno 2010, Kasia Ha voluto portare avanti il progetto nel nome del compagno. Nel dicembre 2011 Smutniak e alcuni amici di Taricone hanno fondato l’Associazione Pietro Taricone Onlus per trasformare quell’idea in realtà. La progettazione della scuola prese il via nel 2012 nel remoto villaggio di Ghami, nella regione nepalese del Mustang, al confine con il Tibet, e proseguì per quattro anni fino all’inaugurazione del giugno 2016. Realizzata secondo l’architettura tradizionale mustanghi, ma con avanzati criteri antisismici e alimentata da energia solare, la struttura è diventata un presidio educativo e culturale per la comunità locale. Oggi accoglie circa 59 bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni provenienti da diversi villaggi dell’Alto Mustang e offre lavoro a una decina di persone tra insegnanti e personale.

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