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Cronaca internazionale

Kennedy Center, chiusura a tempo indeterminato: tra rischio bancarotta, crolli e la battaglia sul nome di Trump

Il consiglio vota lo stop immediato. I lavori da 250 milioni restano congelati mentre un giudice blocca la nuova intitolazione voluta dal presidente

Un pasticcio politico, culturale e burocratico. Il John F. Kennedy Center for the Performing Arts sembra nato male e, ora, morto anche peggio. Il centro chiuderà la sua sede principale a Washington in seguito alla votazione da parte del consiglio di amministrazione nominato personalmente dal presidente Donald Trump che oggi sceglie di decretarne la fine.

<blockquote class=“twitter-tweet”><p lang=“en” dir=“ltr”>NEW: President Trump responds to the Kennedy Center voting to close, saying it cannot begin renovations until the “D.C. Circuit rules on the Board’s approved name.”<br><br>Trump notes that while work remains paused pending the court&#39;s ruling and a DOJ appeal, $17 million he raised has… <a href=“https://t.co/3CJ3bYzGdP”>pic.twitter.com/3CJ3bYzGdP</a></p>&mdash; Fox News (@FoxNews) <a href=“https://x.com/FoxNews/status/2099941540378693800?ref_src=twsrc%5Etfw”>September 15, 2026</a></blockquote> <script async src=“https://platform.x.com/widgets.js” charset=“utf-8″></script>

La struttura in marmo bianco sulle rive del Potomac, in memoria del presidente John F. Kennedy, sarà perciò chiusa a tempo indeterminato a tutti i visitatori. Secondo il consiglio di amministrazione, la chiusura totale del complesso – un piano inizialmente proposto dal presidente nell’ambito di un progetto da 250 milioni di dollari – è necessaria per evitare che l’edificio rappresenti un pericolo per i dipendenti e per il pubblico.

Ma non sarebbe solo questa la ragione reale che porterà alla chiusura. Secondo documenti ottenuti dal Washington Post, i vertici del centro affermano che la struttura sarebbe sull’orlo della bancarotta e che apporre il nome del presidente sulla facciata – e quindi garantire i suoi sforzi di raccolta fondi – sarebbe stato l’unico modo per evitare un imminente e “certo collasso finanziario”. A questo si aggiungerebbe un problema strutturale, spuntato all’improvviso: i funzionari del centro affermano che potrebbero non essere in grado di pagare gli stipendi o i contratti di manutenzione ordinaria “nel giro di poche settimane”.

<blockquote class=“twitter-tweet” data-media-max-width=“560″><p lang=“en” dir=“ltr”>Here is the video of the ceiling of the Kennedy Center crashing violently onto the main Lobby floor. Failing roofing, collapsing concrete supports, and steel that is rotting have created completely unsafe conditions.<br><br>It was caught on security video, missing one of the Center’s… <a href=“https://t.co/g8PI4wsPzg”>pic.twitter.com/g8PI4wsPzg</a></p>&mdash; Howard Lutnick (@howardlutnick) <a href=“https://x.com/howardlutnick/status/2099643013894939087?ref_src=twsrc%5Etfw”>September 14, 2026</a></blockquote> <script async src=“https://platform.x.com/widgets.js” charset=“utf-8″></script>

La chiusura, inoltre, risparmierebbe pericoli: una perizia del centro condotta dal Delta Consulting Group, una società incaricata dal consiglio di esaminare i piani di ristrutturazione, segnalerebbe danni al soffitto in gesso sopra il Grand Foyer dell’edificio, causati da un violento temporale del 4 settembre scorso, che da allora hanno provocato infiltrazioni e la caduta di detriti da un’altezza di circa 60 piedi. Separatamente, gli ingegneri che hanno esaminato l’esterno dell’edificio hanno riscontrato una corrosione diffusa nei componenti strutturali dei pannelli del sottotetto che formano la parte inferiore di una sporgenza che avvolge la parte centrale.

La votazione di oggi è avvenuta durante una riunione del consiglio di amministrazione che si è svolta immediatamente dopo l’udienza relativa alla causa federale intentata dalla deputata Joyce Beatty per impedire che l’istituzione venisse rinominata in onore di Trump. Beatty, democratica dell’Ohio e membro di diritto del consiglio di amministrazione del Kennedy Center, ha dichiarato in un comunicato: “Il presidente Trump sta tenendo in ostaggio il Kennedy Center a meno che non gli venga data la possibilità di apporre il suo nome su questo sacro memoriale”.

Il giudice distrettuale Christopher Cooper ha infatti bloccato la proposta del consiglio di apporre la scritta “ristrutturato e restaurato da Donald J. Trump” sull’edificio principale, o di rinominare il complesso “President Donald J. Trump Plaza”, ribadendo che tali iscrizioni violano la sua ordinanza di maggio, che dichiarava illegale la ridenominazione dell’edificio in Trump-Kennedy Center. Per farlo, infatti, occorrerebbe l’approvazione del Congresso.

“La chiusura avverrà immediatamente, tuttavia, i lavori di ristrutturazione e ricostruzione, che sono molto ampi e complessi, non potranno iniziare finché il Tribunale distrettuale del Distretto di Columbia non si pronuncerà sul nome approvato dal Consiglio”, ha scritto Trump.

“Se la sentenza sarà negativa, cosa che non dovrebbe essere, e non verrà ribaltata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, la ricostruzione e la ristrutturazione del Kennedy Center non avranno luogo”, ha dichiarato il presidente. “Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia chiederanno un ricorso accelerato. Nel frattempo, 17 milioni di dollari, raccolti dal Presidente Trump, sono stati versati sul conto del Kennedy Center per mantenerlo a galla.”

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