Fosse stata, come si dice oggi, oversize (leggi: grassa) nessuna avrebbe detto una parola. Anzi, ci avrebbero fatto una testa così sulla body positivity e sull’accettazione politicamente corretta del fisico. Oppure fosse stata di una qualunque pigmentazione sulla scala cromatica permessa dalla melatonina umana, ad eccezione ovviamente di quella rosea, avrebbero trovato in quelle immagini un qualche recondito significato di ribellione a un oscuro passato colonialista. O anche solo: fosse stata del circolino liberal, che da Hollywood allo sport comanda un po’ ovunque, statene certi: nessuno se la sarebbe presa con lei. Ma Sydney Sweeney non è nulla di tutto ciò. E così le è bastato uscirsene con una campagna pubblicitaria in cui appare completamente nuda, con le sole parti intime coperte da attrezzatura sportiva, per fare impazzire tutti quanti. Dalle femministe, per cui il grido di battaglia «il corpo è mio e lo gestisco io» vale solo quando conviene, alle sportive che, in una tanto inspiegabile quanto amnesia collettiva, hanno scordato tutte le volte che a finire (nude) su una rivista è toccato a una di loro.
«Just Sports» è il claim dello spot incriminato. Va detto, con onestà, che il primo pensiero che si fa quando scorrono le immagini della Sweeney è tutto fuorché legato allo sport. Ma è pubblicità. E, se oggi tutti ne stanno parlando, chi la ha ideata ha centrato l’obiettivo.
Forse, però, pur mettendo in conto un po’ di clamore non si sarebbe aspettato di smascherare l’ipocrisia di chi oggi grida allo scandalo perché, dando spazio alla sensualità fisica, lo spot avrebbe mortificato la prestazione atletica. C’è addirittura chi parla di «misoginia». Impossibile dire se le campionesse che protestano contro «la sessualizzazione dello sport femminile» si sentano effettivamente «umiliate» o se il problema sia solo lei: Sydney, già al centro delle polemiche per il gioco di parole blue jeans / blue genes nella pubblicità di American Eagle che le aveva fatto vincere l’appellativo di «Barbie Maga».
Ad ogni modo. La Sweeney si è limitata a (non) rispondere pubblicando nelle stories vecchie copertine di una celebre rivista. Tutte dedicate ad atlete e atleti. Tutti nudi più o meno integrali, ovviamente. Così va il mondo. Ma, come in tutto, basta solo decidere per quale squadra fare il tifo.
