L'Iran è entrato nel terzo giorno delle solenni esequie dell'ayatollah Ali Khamenei, in una settimana di commemorazioni destinata a protrarsi fino al 9 luglio e concepita non solo come un tributo religioso, ma anche come una dimostrazione di continuità politica dopo la morte della Guida Suprema, uccisa durante il conflitto con Israele e Stati Uniti. Le autorità iraniane stanno accompagnando il feretro che, dopo essere stato esposta per due giorni nella Grande Moschea, luogo sacro e politico della capitale iraniana, verrà portato in processione per le vie della città. Il corteo attraverserà la celebre via Enghelab e piazza Azadi.
Un percorso che attraverserà poi alcuni dei principali luoghi sacri dello sciismo, mentre continuano ad affluire delegazioni straniere e migliaia di fedeli provenienti da tutto il Paese. L'obiettivo della leadership appare duplice: consolidare il consenso interno e trasmettere all'esterno l'immagine di uno Stato ancora saldo nonostante la guerra, la successione ai vertici e le profonde tensioni regionali.
Le proteste contro Donald Trump tra fantocci e striscioni
Nel corteo funebre non mancano i messaggi politici di contestazione agli Usa. "Uccideremo Trump", si legge su uno striscione lungo diversi metri e su alcuni cartelli. Ed è comparso anche un fantoccio raffigurante lo stesso tycoon impiccato. Le autorità federali Usa monitorano da anni le minacce iraniane contro Trump e altri funzionari dell’amministrazione, originate dall’ordine impartito da Trump nel 2020 di uccidere il generale Qassem Soleimani, che era a capo della Forza d’élite Quds. L’Iran ha ripetutamente negato di complottare per uccidere Trump, sebbene da tempo filmati di propaganda suggeriscano il contrario. Trump, dal canto suo, durante la guerra ha promesso di distruggere la civiltà iraniana. "Oggi che siamo qui per il funerale del nostro leader, è una giornata molto dura", ha dichiarato una partecipante al corteo, "non siamo qui per dirgli addio, siamo qui per vendicarci e ci vendicheremo".
Il pellegrinaggio del feretro tra i luoghi simbolo dello sciismo
Dopo le imponenti cerimonie celebrate nella Grande Moschea Mosalla di Teheran, il programma funebre proseguirà con il trasferimento della salma lungo un itinerario che tocca alcune delle città più significative per il mondo sciita. Il calendario predisposto dalle autorità iraniane prevede infatti commemorazioni a Qom, seguite da eventi religiosi in Iraq, tra Najaf e Karbala, prima dell'ultimo trasferimento verso Mashhad, città natale di Khamenei e sede del santuario dell'Imam Reza, dove è prevista la sepoltura.
La scelta di un funerale distribuito su più giorni e in diversi luoghi non risponde soltanto a esigenze organizzative. Il percorso intende rafforzare il legame tra la Repubblica islamica e i principali centri religiosi dello sciismo, ribadendo la dimensione transnazionale dell'influenza iraniana in Medio Oriente proprio mentre Teheran cerca di ricompattare il cosiddetto "Asse della Resistenza".
Il messaggio politico dietro il lutto nazionale
Anche il terzo giorno delle commemorazioni continua a essere caratterizzato da una forte componente politica. Le immagini diffuse dai media internazionali mostrano la folla di iraniani che si riversa nelle strade per il corteo funebre con bandiere iraniane e vessilli rossi, simbolo del martirio e della richiesta di vendetta, mentre dagli altoparlanti risuonano slogan contro Stati Uniti e Israele.
Per il governo iraniano, il funerale rappresenta un'occasione per riaffermare la resilienza dello Stato dopo mesi di guerra e dopo la scomparsa della figura che ha guidato il Paese per oltre tre decenni. Accanto alla bara, il presidente Masoud Pezeshkian, i vertici militari e religiosi e tre dei figli di Khamenei — Mostafa, Meysam e Masoud — mentre ha continuato a far discutere l'assenza del nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei, attribuita ufficialmente a ragioni di sicurezza dopo le ferite riportate durante il conflitto. La sua mancata apparizione pubblica continua tuttavia ad alimentare interrogativi e speculazioni nella stampa internazionale sulla gestione della successione e sulla necessità del nuovo vertice di proteggere la propria sicurezza in una fase ancora estremamente instabile.
Un strano mix tra lutto e folklore
Parallelamente alle cerimonie religiose, il funerale continua a trasformarsi in un importante show. Sotto il sole del centro città, come riporta Rai news, ieri le immagini ritraevano volontari che distribuivano succhi di frutta e acqua. Presso le bancarelle allestite, decine di donne nei chador neri attendevano in fila vassoi di patatine fritte. E ancora, musica elettronica mescolata ai discorsi di Khamenei e ai canti religiosi in lode dell'imam Hussein, figura storica venerata dagli sciiti.
Intanto, oggi l’Iran chiude completamente lo spazio aereo di Teheran. Secondo il programma annunciato dall'organizzazione per l'aviazione civile, i voli di linea presso gli aeroporti internazionali di Teheran Mehrabad e Imam Khomeini saranno sospesi.