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Cronaca internazionale

Un popolo di navigatori chiassosi

L’evento straordinario ha turbato i passeggeri, tanto che una donna ha pensato di filmarli come di fronte a una rarità biologica in fuga da un laboratorio

� diventato virale sui social un video che ritrae un gruppo di giovani studenti italiani a bordo della metropolitana di Bangkok, in Thailandia, mentre urlano, infastidendo gli altri passeggeri presenti nel vagone. Ad una donna che faceva notare loro il tono di voce troppo alto, i ragazzi hanno risposto in modo provocatorio, con insulti verbali, linguaggio offensivo e gesti osceni. Lo scontro sarebbe continuato anche dopo che i ragazzi sono scesi dal treno, con colpi ai finestrini e gesti offensivi. Il filmato e la vicenda, ripresi poi dai quotidiani locali, hanno provocato l'indignazione dei cittadini che a migliaia hanno sommerso di commenti negativi i profili dell'ambasciata italiana di Bangkok chiedendo l'apertura di un'indagine su quanto accaduto. GODPOM su X + ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA + NPK

Chiunque sia salito su una metro in Oriente sperimenta un’esperienza surreale rispetto alle nostre abitudini. L’etichetta del silenzio, norma dettata dal rispetto verso gli altri, impone che i passeggeri silenzino i telefoni e che si assopiscano al fine di evitare di incrociare gli sguardi altrui. La scoperta di abitudini diverse con la consapevolezza che quando si è ospiti sia opportuno adeguarsi dovrebbe rappresentare l’essenza del viaggio, in alternativa si può restare a casa a salvaguardare l’ecosistema del pianeta. Ma non c’è verso che gli italiani, solo navigatori ormai non più santi né poeti, stiano a casa nel «Paese più bello del mondo», quindi mamme e papà indirizzano eccitati i cucciolini a vacanze-studio all’estero. Con il «mondo rimpicciolito» poi è possibile studiare inglese a 9mila km e un gruppetto di minorenni si è ritrovato in metro a Bangkok. I giovani italici erano ben individuabili grazie al nativo corredo turistico: zainetti con ciondoli, jeans strappati, unghie turchesi, sneaker introvabili, capelli con sfumatura alta e ciuffo audace. Purtroppo la palese identificazione non si è limitata all’outfit e i ragazzi, incuranti del silenzio tombale, appena saliti han cominciato a fare un gran chiasso. L’evento straordinario ha turbato i passeggeri, tanto che una donna ha pensato di filmarli come di fronte a una rarità biologica in fuga da un laboratorio. L’incauta ha anche osato un «In Thailandia non urliamo», pensando che magari ne fossero all’oscuro. Invece uno di loro, forse competente in macroeconomia, ha replicato caustico «scusate se portiamo soldi nel vostro Paese». Da lì in poi gli italici han sentito l’appello a scatenare un inferno gladiatoresco: parolacce e sghignazzi, gesti osceni, riferimenti volgari alla mamma dell’attonita thailandese. Il video è virale. L’ambasciata italiana si è scusata. L’operatore turistico anche. Dai ragazzi e dai loro genitori: silenzio tombale. L’avranno imparato dai thailandesi.

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