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Cronaca locale

A San Vittore il riscatto è con la matematica

In 2 anni, coinvolte oltre 80 persone ai laboratori tenuti al Politecnico di Milano

Methexis 2.0

«Ho scoperto di essere più intelligente di quanto pensassi». Lo ha detto uno dei detenuti del carcere di San Vittore che ha partecipato ai laboratori informali di matematica e fisica tenuti, nell’arco di due anni, da un gruppo di ricercatori del Politecnico nell’istituto penitenziario. Un progetto - METHEXIS 2.0 - per un successo in 9 edizioni. Coinvolti più di 80 detenuti tra i 18 e i 35 anni guidati da una decina tra ricercatori e collaboratori e 8 giovani tutor. L’iniziativa, nata dall’esperienza maturata presso l’Off Campus San Vittore e portata avanti dai Dipartimenti di Matematica e Fisica del Politecnico di Milano, è stata concepita come progetto Polisocial Award, finanziato nel 2024 col contributo del 5x1000, con l’adesione al principio anche dei Dipartimenti di Design, di Architettura e Studi Urbani DAStU e di Elettronica, Informazione e Ingegneria DEIB. Dopo il primo anno di ricerca, si è poi sviluppata la versione 2.0 incentrandosi sul potenziale dei laboratori di matematica e fisica informale. Attraverso queste discipline, è stato possibile creare un campo neutro in cui persone che si ritrovano a convivere forzatamente in un ambiente caratterizzato da un alto turnover e forte eterogeneità culturale, sociale, linguistica ed economica, potessero mettersi in gioco alla pari, indipendentemente dal percorso scolastico precedente e dalla lingua madre dei partecipanti. «Abbiamo osservato come alcuni atteggiamenti iniziali, che spingevano magari il detenuto a partecipare semplicemente per il bisogno di uscire di cella, frequentando il laboratorio poco a poco cambiavano e si sono trasformati ha spiegato il coordinatore del progetto Domenico Brunetto, docente del Dipartimento di Matematica Avevano voglia di venire, perché li faceva sentire bene e sentivano non solo di poter svolgere delle attività, ma addirittura di suggerirle». Sono stati coinvolti, oltre ai detenuti, anche funzionari dell’amministrazione penitenziaria con progetti ad hoc mirati al team building, e in maniera informale ma attiva anche gli agenti di Polizia penitenziaria. II risultati? «Sorprendenti», scrivono dal Politecnico, «i partecipanti hanno mostrato un crescente coinvolgimento, una maggiore fiducia nelle proprie competenze e la capacità di costruire relazioni positive con i pari e con gli operatori». O detto con parole loro, «Mi è piaciuto fare sti esercizi affrontando la mia pazienza e me stesso», «Queste attività sono utili anche per il nostro futuro. Fuori da qui».

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