Il Tribunale del Riesame di Milano ha attenuato la misura cautelare per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, i due agenti della Polizia Locale finiti in manette il 6 agosto con le accuse di peculato, falso ideologico e arresto illegale. Dal carcere di San Vittore ai domiciliari, quindi: un primo, parziale successo per la difesa, dopo che i giudici si erano riservati la decisione al termine dell’udienza.
Al centro dell’inchiesta della Procura di Milano, guidata dal pm Giovanni Tarzia, resta la tesi accusatoria: il gruppo di 5 vigili attualmente tutti sospesi dal servizio avrebbe adescato un pusher a Corsico, arrestandolo illegalmente e intascando 1.450 euro. Per gli altri due componenti della squadra, Denni Dileo e Rosario Piscopo, tuttora detenuti a San Vittore, l’udienza del Riesame è fissata per martedì. La commissaria Ilenja Sabato, la più alta in grado, è già ai domiciliari.
A far pendere l’ago della bilancia, secondo i legali Giovanni Briola, Daniela Mazzocchi e Giacomo Gualtieri, sarebbe stata la memoria difensiva depositata negli ultimi giorni. Una ricostruzione minuziosa, che smonta pezzo per pezzo l’impianto accusatorio sul denaro. «I 1.450 euro contestati -, sostiene la difesa - non sarebbero mai stati trattenuti dagli agenti: erano parte di una provvista da 1.500 euro fornita da un informatore della Locale, passata di mano in mano fino alla donna incaricata dell’acquisto simulato di droga». Cinquanta euro di resto dal presunto spacciatore, e il resto sempre secondo questa versione restituito subito dopo l’operazione, prima ancora che la donna tornasse a casa. Un dettaglio non da poco, se confermato: trasformerebbe quella somma da bottino a semplice strumento operativo di un’attività sotto copertura.
Resta da capire quanto questi elementi abbiano pesato sulla decisione dei giudici del Riesame, che hanno scelto la strada intermedia dei domiciliari senza però revocare del tutto la misura cautelare. Segno che, se da un lato le esigenze di custodia in carcere sono state ritenute non più attuali, dall’altro il quadro accusatorio verbali falsificati, arresto illegale non è stato smontato.
