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Cronaca locale

Autunno in mostra, si riparte dai Bruegel

Tra le novità a Palazzo Reale anche Dalì, Giacometti, Munari e un omaggio a Oriana Fallaci

Tutto il mondo in una mostra. Munari miniera di creatività

Quaranta mostre già in agenda da qui ai primi mesi del 2028. Il nuovo calendario espositivo del Comune di Milano l’ultimo firmato dalla giunta Sala, con Tommaso Sacchi all’assessorato alla Cultura punta sulla varietà dell’offerta e su un nome che mette d’accordo tutti: Leonardo da Vinci. A lui sarà dedicata un’ampia esposizione a Palazzo Reale che indaga la sua influenza sulla cultura artistica dell’Europa settentrionale: «Leonardo e il Nord» inaugurerà nell’ottobre del ’27, anno che potremmo definire leonardesco a Milano considerato che la prossima primavera riaprirà al pubblico, dopo il restauro in corso, la Sala delle Asse del Castello Sforzesco, la cui volta a intrecci vegetali e gelsi è una pittura su intonaco del genio toscano. Sarà l’evento culturale più importante della prossima primavera, insieme all’inaugurazione della Beic la Biblioteca Europea (anche lì il cantiere procede).

Le mostre temporanee finora hanno raccolto ampi consensi di pubblico (oltre mezzo milione di visitatori da gennaio a oggi, cui si aggiunge 1 milione e 170mila ingressi ai musei civici sempre nello stesso periodo) e l’autunno

si presenta particolarmente denso: si comincia il 24 settembre con l’esposizione a Palazzo Reale «Dalí e la moda», focalizzata sulle collaborazioni dell’artista catalano con stilisti e maison. Pochi giorni dopo, il 29, la perla di stagione: «Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa», un viaggio in 80 opere firmate dalla famiglia di pittori fiamminghi del Cinquecento, maestri nel ritrarre la vita quotidiana. Il terzo appuntamento d’autunno a Palazzo Reale da non perdere è quello dedicato a Francis Picabia, artista che si è mosso tra Impressionismo, Cubismo e Dadaismo (bellissimo il titolo: «Picabia. Aprire le porte della notte», dal 9 ottobre).

Sempre in ottobre un altro titolo che piacerà al grande pubblico: «Henri Matisse. Il mondo in una stanza». La pittura colorata dell’artista francese riempirà le sale del Mudec (a proposito: il futuro del museo è ancora tutto da scrivere e il Comune ha aperto un bando per la gestione degli spazi, visto che l’affidamento a Sole 24-Ore Cultura terminerà a marzo). Sul fronte del contemporaneo spiccano le installazioni dell’artistar indiana Shilpa Gupta, che da lunedì porta le sue opere nelle sale della Gam di via

Palestro, mentre il PAC, da novembre, accoglie l’arte tessile di Sheila Hicks, pioniera del genere. In calendario anche mostre legate alla storia della città, come l’omaggio a Carla Cerati, fotografa e scrittrice che ha documentato i cambiamenti di Milano negli anni Sesto: sarà a Palazzo Reale, dove a novembre si celebra, a 20 anni dalla scomparsa, la grande Oriana Fallaci con una corposa mostra che tra oggetti, fotografie e documenti s’intitola molto fallacianamente «Solo io posso raccontare la mia storia».

Tra le mostre di punta dei primi mesi del 2027: a Palazzo Reale l’esposizione «Alberto Giacometti e l’Italia», che indaga i legami dell’artista svizzero con il nostro Paese, una retrospettiva sull’indimenticabile Bruno Munari e, al Pac, durante l’Art Week di primavera, la prima ampia personale realizzata in Italia della celebre artista colombiana Doris Salcedo.

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