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Niente piscina per un bimbo in acqua con tutina integrale: "Motivi sanitari, non religiosi". Bufera sui social

Il caso a Bussolengo. Tantissimi i commenti contro il personale delle piscine

Niente piscina per un bimbo in acqua con tutina integrale: "Motivi sanitari, non religiosi". Bufera sui social
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Scoppia il caso a Bussolengo, in provincia di Verona, dove si è scatenata la polemica dopo che a un bimbo è stato impedito di fare il bagno in piscina con la mamma perché indossava una tutina integrale.

La vicenda si è verificata alla piscina di Bussolengo. Stando a quanto riferito, la mamma si era recata presso la struttura con il figlio per fare il bagno e aveva fatto indossare al piccolo una tutina integrale per proteggerlo dal sole. Proprio a causa dell'indumento al neonato è stato impedito di fare il bagno perché quel genere di abbigliamento non è ritenuto conforme alle prescrizioni previste dal regolamento dell'intero impianto. La donna ha poi denunciato il fatto sui social, dando inconsapevolmente avvio alla polemica.

Intervenuto sulla vicenda, il personale della piscina ha fatto sapere che non si tratta affatto di ragioni religiose, quanto piuttosto di questioni sanitarie. Le norme igienico-sanitarie non consentono l'uso in acqua di una tutina integrale, anche perché nell'impianto si trova anche una sabbiera, dunque c'è il rischio che in acqua vengano portati dei residui. La piscina, come riferito al Corriere del Veneto dai legali di Planet Sport Verona, ha ricevuto numerosi messaggi negativi, fra cui anche alcuni "gravemente offensivi e diffamatori", con "dei legali di Planet Sport Verona "accuse relative a presunte discriminazioni su base etnica o religiosa prive di qualsiasi riscontro oggettivo". Da qui la decisione di intervenire anche dal punto di vista legale una volta che saranno identificati gli autori dei post.

Gli avvocati intendono anche presentare una richiesta di risarcimento danni.

Si infiamma nuovamente la polemica sui costumi integrali e il loro utilizzo nelle piscine pubbliche. Un caso del genere scoppiò nel 2009, proprio a Verona.

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