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Cronaca locale

Centomila ragazzi accolti in parrocchia. Vacanze alternative e giovani in missione

In una diocesi grande da Vizzolo Predabissi a Porlezza, spesso sono gli unici presidi sociali ed educativi

Un protocollo d’intesa per la riqualificazione degli oratori nelle aree disagiate

Una diocesi che va da Vizzolo Predabissi fino a Porlezza, sulle sponde del lago di Lugano, e dove c’è una parrocchia, lì esiste anche un oratorio. Cinque province: Milano, Monza Brianza, Lecco, Varese, parte della provincia di Bergamo, della provincia di Pavia e della provincia di Como. Cinque milioni su dieci milioni di abitanti della Lombardia vivono nella Diocesi di Milano e possono godere dei suoi oratori. Centomila gli adolescenti che quest’anno li hanno frequentati. La capitale è la città di Milano, che non è solo il luogo che agli oratori ha dato i natali ma anche quello in cui sono nati e ne esistono di più: ce ne sono più di cento attivi e la distanza media tra uno e l’altro è di 800 metri, come dire che ci si può andare in dieci minuti a piedi.

Si sta concludendo l’estate degli oratori, che nei mesi di luglio e agosto propongono l’attività estiva in altre forme, come sport sia pure non nelle forme strutturate dell’inverno, come vacanze estive organizzate dall’oratorio sia in montagna che al mare e come esperienza di viaggio per i più grandi, spesso in contesti animati da missionari, in situazioni di povertà sociale importante, sia all’estero che in Italia. È molto frequente anche che la diocesi ospiti giovani di altre realtà come Bari, Napoli, Palermo mentre un po’ di oratori lombardi vivono un’esperienza di servizio nelle parrocchie di altre città d’Italia: capita facilmente che gli oratori della Diocesi di Milano si spostino per esperienze di servizio nelle periferie delle grandi città d’Italia, in contesti particolarmente svantaggiati.

Ma quel che rende gli oratori speciali è che sono presenti anche in quei quartieri dove i servizi educativi e sociali sono più carenti, anzi si può dire che spesso sostituiscono servizi che non esistono. L’oratorio è un luogo di accoglienza per tutti, che viene proposto a costi bassi e in certi casi in forma gratuita grazie alla presenza del volontariato. Difficile, spesso impossibile per gli adolescenti trovare altri luoghi che non siano la scuola nei quali potersi incontrare e trascorrere il tempo libero in modo costruttivo.

D’estate l’oratorio continua ad esistere anche per lo sport: non c’è come attività organizzata ma si organizzano ancora i tornei serali e gli incontri per le famiglie. Lo sport è una componente molto significativa degli oratorimolto organizzata nel periodo dell’attività scolastica ma che non scompare neanche nei mesi più caldi e difficili. Per capire quanto le due cose si intrecciano e si compenetrano, sono 2.300 gli oratori in Lombardia e 2.300 associazioni sportive dilettantistiche che operano in oratorio: proprio grazie a questa collaborazione riescono a proporre un’attività sportiva importante anche d’estate.

L’Oratorio estivo 2026 è stata anche la prima occasione di sperimentazione sul campo per i ragazzi di 50 oratori della Diocesi che, da alcuni mesi, hanno partecipato al progetto «SocialCrew Oratorio», realizzato dalla Fom con il contributo di Intesa Sanpaolo. Il progetto, che ha la durata di due anni e coinvolge circa 500 adolescenti tra i 15 e i 19 anni, affiancati da circa 150 giovani educatori con il supporto dei facilitatori della Fom, propone un programma formativo su diversi ambiti della comunicazione digitale: dalla cura e gestione della community alla lettura e interpretazione degli analytics, dalle tecniche per la preparazione di un’intervista alla selezione e valorizzazione delle immagini.

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