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Cronaca locale

Dopo i 18 anni, il futuro non si ferma: il progetto sostenuto da Fondazione Roma per i giovani con autismo

Un anno di lavoro di Rete per il Sociale ETS e Don Guanella ha accompagnato dodici giovani adulti nel delicato passaggio alla maggiore età, trasformando un vuoto di servizi in un percorso di autonomia e inclusione

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I diciotto anni sono da sempre il simbolo della vita che diventa adulta. Un traguardo importante, il segnale di una nuova libertà. I genitori di un ragazzo con autismo però, possono non condividere questa sensazione: la maggiore età, infatti, coincide con il momento in cui finiscono sia la scuola che molti percorsi costruiti negli anni, mentre le opportunità si riducono e il futuro diventa improvvisamente più incerto.

È da questo vuoto che è nato “Autismo In-Rete – Ci sono anche io”, il progetto realizzato da Rete per il Sociale ETS e Don Guanella, al Borgo Guanella sull’Aurelia Antica, grazie al finanziamento di Fondazione Roma. Un anno di lavoro, dodici giovani adulti coinvolti e un obiettivo semplice solo in apparenza: dimostrare che, anche dopo i 18 anni, è possibile continuare a costruire autonomia, relazioni e qualità della vita.

E così ogni settimana i ragazzi hanno partecipato a un percorso costruito intorno alle loro esigenze, affiancati da un’équipe di educatori, psicologi e terapisti. Laboratori e occasioni concrete per imparare a gestire la quotidianità, affrontare gli imprevisti, comunicare con maggiore sicurezza e sentirsi parte di un gruppo. Un lavoro paziente che ha coinvolto anche le famiglie, chiamate a condividere un percorso spesso complesso e poco sostenuto dalla sanità pubblica una volta conclusa l’età scolastica. I risultati non sono rimasti sulla carta.

Le valutazioni effettuate nel corso dell’anno, attraverso uno strumento riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità, hanno evidenziato progressi nella maggior parte dei partecipanti: più autonomia nelle attività quotidiane, maggiore partecipazione alla vita di gruppo, migliori capacità relazionali e una gestione più serena dei cambiamenti. Piccoli traguardi che, nella vita di ogni giorno, fanno una grande differenza. È su questa fase così delicata, troppo spesso dimenticata, che Fondazione Roma ha scelto di investire, sostenendo un progetto capace di dare continuità a un percorso educativo proprio quando tante famiglie rischiano di sentirsi sole. ‹‹Garantire assistenza e inclusione con continuità, anche dopo la maggiore età dei ragazzi affetti da autismo, è un impegno che Fondazione Roma si è assunta per abbattere il muro dell’isolamento che spesso colpisce questi giovani e le loro famiglie – afferma Franco Parasassi, Presidente della Fondazione Roma. Questo atto di sostegno è fondamentale per restituire dignità, autonomia e speranza per il domani».

L’esperienza dimostra che accompagnare un giovane con autismo verso l’età adulta significa costruire opportunità per l’intero nucleo familiare. Perché ogni autonomia conquistata restituisce fiducia, alleggerisce il peso quotidiano e rende il futuro un po’ meno incerto. “Abbiamo imparato che non bisogna smettere di credere nelle possibilità dei nostri figli. A volte basta qualcuno che continui a camminare accanto a loro quando tutti gli altri sembrano essersi fermati”.

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