Ha cementificato troppo, ha fatto favori ai palazzinari, ha chiuso piscine, ha «tagliato fuori» pezzi di città, non ha ascoltato le periferie, ha gestito male il verde pubblico. And so on. All’elenco delle critiche alla giunte Sala-Pd si aggiunge - ultima, ieri, da parte del candidato sindaco Mario Calabresi - quella che ha riferito alla sinistra in generale, «essere un po’ maestrina». Ma si può tranquillamente «milanesizzare» visto che porta ad esempio il caso della percezione di insicurezza su cui il sindaco Beppe Sala ha dovuto fare parecchie marce indietro dopo le polemiche: «Se la gente ti dice ho paura, mi sento insicuro non gli puoi dire, no guarda ti spiego io che ti stai sbagliando. Devi farti carico della paura di quella persona, delle percezioni delle persone, non puoi dirgli non capisci. Non si può dire che il popolo e gli elettori non capiscono. Bisogna rispettarli e proporre soluzioni». Di questo passo al centrodestra basterà pubblicare in campagna elettorale un bigino con «100 buone ragioni per non votare un sindaco Pd», firmato dem e campo largo. L’eurodeputato FdI Carlo Fidanza ha già prodotto un video ironico dal titolo: «La sinistra a Milano ha fallito, parola di Majorino». Riprende stralci del video-manifesto con cui il capogruppo regionale del Pd lancia l’evento del 22 ottobre in cui annuncerà la candidatura con una summa dei disastri dopo 10 anni di giunte Sala (15 sommando il mandato di Pisapia): «C’è troppo cemento», bisogna «far sì che siano le persone, non i fondi immobiliari a farla da padrone», «le piscine vanno riaperte e lo sport e la socialità devono essere per tutti». Sala ha già reagito male: «Bufale» e ha ricordato che «Majorino è stato assessore per 7 anni», è complice della cementificazione che lui stesso critica. Pure Sala ha ammesso invece che il Comune «deve migliorare è la cura del verde». In un clima da resa dei conti con Avs, pure la capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni mesi fa aveva bocciato la manutenzione del verde: «Nei parchi ci sono aree infinite dove bambini e cani devono poter godere del verde e non perdersi all’interno dell’erba. No al degrado». E non si riferiva agli sfalci ridotti ma a un «mancato taglio generalizzato dell’erba». C’era una volta la giunta green? Su chiusura del Lido, degrado in zona Selinunte, carenza di verde e spazi di socialità gratuita, Calabresi si è già espresso e ne ha parlato anche nell’ultimo libro. La campagna è partita nel segno della «discontinuità», predicata pure dal segretario cittadino del Pd Alessandro Capelli. E dalle «speculazioni immobiliari» alla «colata di asfalto in piazza San Babila» e in altre piazze al centro dei restyling, il coordinatore M5S Milano Stefano Buffagni ha chiesto «un cambio radicale» a Palazzo Marino. Avanti così.
