La fine dell’esperienza di accoglienza di Vicofaro? Sarebbe “colpa” della Chiesa, che avrebbe di fatto ceduto alle insistenze della politica. Questa la teoria surreale sostenuta da don Massimo Biancalani, parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore a Vicofaro, in un lungo post pubblicato sulla propria pagina Facebook. In circa dieci anni, centinaia di migranti sono passati dalla parrocchia pistoiese. I residenti del quartiere però, hanno più volte denunciato enormi problemi di sicurezza, igiene e decoro causati da un’accoglienza indiscriminata: era persino sorto un comitato cittadino che aveva fatto notare come ospitare in chiesa e negli spazi della parrocchia oltre un centinaio di persone, in spazi contenuti, non solo aveva di fatto allontanato i fedeli dal luogo di culto, ma aveva creato problematiche non indifferenti in tutta la frazione. Gli abitanti di Vicofaro hanno denunciato per anni episodi di spaccio e micro-criminalità, miasmi a causa dei rifiuti accumulati e degrado: tutte criticità che loro imputavano all’accoglienza.
“Questo straordinario percorso, vissuto insieme per dieci anni, è stato interrotto violentemente l’anno scorso dall’intervento della Polizia. Quelle immagini resteranno a lungo una ferita per tutta la nostra comunità cittadina e non solo – ha scritto don Biancalani - per un intero anno, insieme alla nostra équipe di volontari, abbiamo lavorato per cercare di salvare questa esperienza. Non ci siamo riusciti. Devo dirlo con coraggio: nel nostro caso la Chiesa non ci ha protetti. Ha accettato il ricatto della politica. Vicofaro, questa chiesa-rifugio, doveva essere chiusa e il suo parroco reso non operativo. E così è stato”
Va poi detto che don Massimo ha cercato di creare anche nella chiesa di Ramini una “seconda Vicofaro” in termini di accoglienza. Ed anche in quel caso, i residenti della zona sono insorti, in quanto secondo loro stavano sorgendo le stesse criticità ormai note a livello di degrado urbano e sicurezza. “Mi sono sentito tradito e abbandonato. Nel mio caso la Chiesa ha preferito accordarsi con il potere e con politiche ingiuste nei confronti dei migranti. Si è scelto di mettere il Vangelo da parte – ha aggiunto Biancalani nel post non privo di tratti surreali - si è preferito assecondare quelle forze politiche che per anni hanno alimentato incomprensione e paura. “Vogliamo un vero parroco”, gridavano. Sono stati accontentati; di più, gli è stata consegnata, Ho cercato giustizia attraverso i ricorsi, ma non ci sono riuscito. Ora sono anch’io un parroco rimosso, “bocciato”, messo da parte, delegittimato. Potete immaginare il mio stato d’animo e la mia preoccupazione per tutti quei ragazzi che oggi si trovano a Ramini e rischiano di finire in strada. Non è necessario dirvi che farò tutto il possibile per proteggerli”.
