Dieci giorni fa era finito nel Naviglio Sforzesco di Vigevano (Pavia), dopo essere stato insultato e aggredito. Era riuscito a uscire dall’acqua e, ancora sotto choc, aveva detto ai carabinieri di voler soltanto dimenticare quei momenti. Ora il 24enne originario di El Salvador è stato trovato morto, in un edificio abbandonato vicino alla stazione ferroviaria. Due episodi distinti che, forse, potrebbero essere collegati.
“Ho paura”: le parole ai Carabinieri
Era il 21 agosto quando il giovane stava camminando vicino al ponte della Giacchetta. Secondo quanto ricostruito, due uomini di 28 e 33 anni lo avevano avvicinato e insultato con pesanti offese legate al suo orientamento sessuale. Il giovane aveva cercato di allontanarsi ma i due lo avevano fermato e spinto nel Naviglio. Alcuni passanti avevano chiamato i carabinieri. Il ragazzo era riuscito a raggiungere la riva e il 118 lo aveva accompagnato al pronto soccorso. Prima di essere visitato, però, si era allontanato spontaneamente. Ai militari aveva spiegato: “Voglio solo dimenticare quei brutti momenti e non intendo sporgere denuncia. Ho avuto paura”. I due aggressori erano stati rintracciati poco dopo. Durante l’intervento avevano tentato di sottrarsi al controllo e minacciato i carabinieri con una bottiglia. Entrambi erano stati denunciati a piede libero per discriminazione legata all’orientamento sessuale, lesioni personali, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Uno dei due era inoltre destinatario di un foglio di via da Vigevano.
La scoperta del corpo
Il giovane viveva a Vigevano da pochi mesi. Inizialmente era stato ospitato da un amico, ma negli ultimi giorni aveva trovato rifugio in uno degli edifici abbandonati di via Madonna degli Angeli, nella zona della stazione. È proprio lì che questa mattina, 2 settembre, è stato trovato senza vita. A fare la scoperta è stato un altro ragazzo che vive nello stesso stabile. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato e gli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi. Il corpo era a terra, in posizione prona. Sul viso c’erano tracce di sangue. Resta da stabilire se possano essere la conseguenza di una caduta oppure di un possibile colpo.
Malore o morte violenta?
È qui che si apre il giallo. La dinamica della morte non è ancora stata ricostruita e, al momento, gli investigatori prendono in considerazione diverse possibilità. Una delle ipotesi è quella di un malore, eventualmente legato anche all’assunzione di sostanze. Non viene però esclusa la possibilità di una lite finita in tragedia. Decisivi saranno gli elementi raccolti nell’edificio e la ricostruzione delle ultime ore di vita del 24enne. Anche il ragazzo che ha trovato il corpo è stato accompagnato in commissariato per essere ascoltato dagli investigatori.
L’autopsia dovrà dare le prime risposte
Resta soprattutto una domanda: come è morto il 24enne? Al momento non è stato stabilito alcun collegamento tra l’aggressione del 21 agosto e il decesso. La vicinanza temporale tra i due episodi rende però necessario verificare ogni elemento della vicenda. L’autopsia, che sarà eseguita all’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, dovrà stabilire la causa della morte e chiarire l’origine delle tracce di sangue sul volto. Solo allora sarà possibile capire se si sia trattato di un malore, di un incidente o di un episodio violento. Dieci giorni dopo quella frase pronunciata ai carabinieri, “Ho avuto paura”, la storia del 24enne resta dunque avvolta da interrogativi a cui ora dovranno rispondere gli accertamenti.
