Le targhe dedicate a Norma Cossetto in tutta Italia sono spesso soggette a vandalismo da parte di soggetti che rimangono spesso ignoti. Si tratta di sfregi che vengono compiuti alla memoria di una donna barbaramente violentata e uccisa dai partigiani di Tito, che la gettarono probabilmente ancora viva nella foiba di Villa Surani. Una morte atroce, come altre ce ne furono dopo la guerra per mano dei partigiani jugoslavi, che l’Italia vuole ricordare anche come monito. E nonostante le targhe a lei dedicate vengano costantemente fatte oggetto di vandalismi e sfregi, le amministrazioni comunali, di qualunque espressione politica siano, sono sempre solerti nel riposizionarle. O meglio, quasi sempre, perché a Milano, a distanza di mesi, non è ancora stata riposizionata una targa sfregiata dai soliti ignoti.
Il vandalismo è stato compiuto lo scorso giugno in via Einstein, dove sorge un parchetto intitolato a Cossetto, con la targa che ne celebra la memoria. Ma sono trascorsi tre mesi da quando il Comune l’ha rimossa per, ipoteticamente, riposizionarla. E ora la Lega chiede a Palazzo Marino la ragione per la quale ancora non è stata sostituita con una nuova targa. “È una vergogna inaccettabile che a Milano la memoria delle vittime delle foibe continui a subire oltraggi nell’indifferenza complice della giunta Sala: la targa per Norma Cossetto in via Einstein è stata vandalizzata a giugno, rimossa e mai più riposizionata. Lasciare quello spazio spoglio per mesi significa piegare la testa davanti all’odio ideologico e premiare chi vuole riscrivere la storia con il negazionismo rosso”, ha dichiarato Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e Consigliere comunale a Milano, in una nota condivisa con Davide Ferrari Bardile, Consigliere della Lega al Municipio 4.
“I racconti e le segnalazioni dei residenti del quartiere parlano chiaro: l’ennesimo atto vandalico contro la memoria di una giovane ragazza trucidata solo perché italiana risale ormai all’inizio dell’estate. Da allora il Comune non ha mosso un dito se non per togliere il manufatto danneggiato, condannando di fatto il giardino all’oblio e cancellando il ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, si legge ancora nella denuncia pubblica di un una grave negligenza. “Non siamo di fronte a una semplice lungaggine burocratica, ma alle conseguenze dirette di un clima d’odio mai sopito che una certa sinistra continua a tollerare”, proseguono i due esponenti del Carroccio, perché “far sparire le targhe invece di ripristinarle all’istante lancia un segnale devastante e legittima i vandali. Con la nostra interrogazione pretendiamo che la targa torni subito al suo posto e che l’area venga finalmente monitorata con telecamere di videosorveglianza per individuare e punire i responsabili di questi vili attacchi”.