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Cronaca locale

Il liceo Severi è il deposito dei materassi per senzatetto

Ai ragazzi chiediamo l’attenzione per le cose il senso di comunità: poi però lasciamo che ogni mattina guardino dalla finestra e vedano quanto tutto questo nel mondo adulto siano solo parole

Studenti aggrediti davanti al liceo Severi

Severi, ma non troppo. La prima ora di lezioni per gli studenti del liceo scientifico di via Alcuino è in giardino. Prima della campanella. Prima dell’appello, prima ancora di aprire il libro di educazione civica. Il liceo che guarda dall’altra parte della strada la blasonata City Life, al mattino diventa il deposito per una delle tante emergenze della città. I senzatetto che dormono da mesi (forse anni?...) protetti dal muro dello storico Vigorelli, quando la città si sveglia, chiudono gli ombrelli, prendono materassi e cartoni usati per la notte e li fanno passare sotto la cancellata che delimita il giardino della scuola come sistemazione di fortuna, in attesa della prossima notte. Niente di troppo evidente. Niente di troppo grave. È una piccola scena milanese di quelle che rischia di diventare paesaggio. La prima volta si guarda e non si capisce. La seconda ci si ferma un po’ di più. La terza si scuote la testa. La quarta ci si fa quella domanda che non ha mai risposta: ma come è possibile? Dalla quinta in poi si passa oltre. Il materasso da uno sono diventati due, i cartoni crescono. Lo stupore se n’è andato. È l’abitudine. Rende invisibile quello che dovrebbe invece farci agire. Perchè poi ai ragazzi chiediamo l’attenzione per le cose, il rispetto per le persone, il senso di comunità. Poi però lasciamo che ogni mattina guardino dalla finestra, attraversino la strada per entrare a scuola e vedano quanto tutto questo nel mondo adulto siano solo parole. Quel materasso è il letto di qualcuno. E passa la giornata nel giardino di una scuola. Difficile poi fare educazione civica.

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