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Cronaca locale

La piramide-museo cresce. E il dazio rimane occupato

Il cantiere del futuro centro dedicato alla Resistenza avanza. L’ex casello di fronte è in mano ai collettivi dal 2020 ma il Comune non li disturba

Cantiere piazzale Baiamonti
Piazza Baiamonti. Glicine in fiore rimasto a seguito dei lavori del cantiere. - Cronaca - Milano, Italia - Domenica 24 Marzo 2024 (Foto Alessandro Cimma/Lapresse) Baiamonti Square. Wisteria in bloom left following the construction site works. - News - Milan, Italy - Sunday 24 March 2024 (Photo Alessandro Cimma/Lapresse)

La seconda piramide di piazzale Baiamonti cresce, a inizio 2026 c’era ancora una spianata di cemento ma il cantiere ha avuto una netta accelerata e giorno dopo giorno, il futuro Museo nazionale della Resistenza - finanziato in larga dal Ministero della Cultura con 24,5 milioni - sta prendendo forma. Obiettivo: chiusura lavori entro marzo-aprile 2027. Il sindaco vorrebbe mostrare ai milanesi prima della fine del mandato almeno il guscio finito, l’edificio di acciaio e vetro firmato da Herzog & de Meuron, (quasi) gemello della piramide che ospita la Fondazione Feltrinelli da dicembre 2016, mentre l’apertura vera e propria del museo potrebbe slittare visto che manca ancora una quota dei fondi destinati all’allestimento delle sale. Il taglio ufficiale del nastro insomma potrebbe spettare alla prossima giunta. Quello che potrebbe ancora decidere quella in carica, ma non sembra aria, è un destino diverso per l’ex casello daziario di fronte al futuro museo. Occupato abusivamente da febbraio 2020, quando gli attivisti del centro sociale «Camera del Non Lavoro», appena sgomberati da un palazzo di via Fiamma, «per nulla scoraggiati» annunciarono di avere «una nuova casa», un «nuovo spazio di lotta precaria, sindacalismo sociale e mutualismo nella città più cara e dorata d’Italia». E da allora hanno tenuto le chiavi dell’ex casello, organizzando di tanto in tanto feste a tutto volume che oggi tengono svegli i residenti, in futuro potrebbero «stonare» con il Museo della Resistenza proprio di fronte, ma tutto sommato la porta rimane spessissimo chiusa. Il Comune che è proprietario del dazio non muove un dito.

La giunta Sala in questi anni ha messo a reddito una marea di spazi vuoti dal centro alla periferia. É in corso il bando per l’assegnazione di venti immobili in disuso, l’assessore al Demanio Emmanuel Conte ha partecipato anche ad alcuni dei sopralluoghi nelle giornate aperte agli operatori, da Palazzo Dugnani alla Porta Ticinese Medievale alla Pusterla di Sant’Ambrogio. A bando sono inseriti tra gli altri il Dazio Ovest di piazza XXIV Maggio, i Magazzini ai Bastioni di Porta Venezia, un altro spazio spesso occupato negli anni. Eppure, l’ex casello che ha una posizione interessante, a pochi passi dal Cimitero Monumentale, Chinatown, piazza XXV Aprile e corso Garibaldi, continua a godere di una politica a parte.

Niente sgombero e niente tentativi di moral suasion con gli occupanti, niente bando a uso commerciale o per destinarlo ad una associazione. Nel 2019 venne utilizzato per l’Adunata nazionale degli Alpini, sventolava la bandiera verde con il simbolo dell’associazione delle penne nere. Oggi? É coperto di graffiti e scritte contro gli sbirri, in cima è arrotolata una bandiera sbiadita della Palestina.

Gli «intoccabili»? Il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico che spesso negli anni ha sollecitato un intervento sottolinea che i collettivi di sinistra che hanno a disposizione lo spazio «hanno avuto evidentemente un salvacondotto dal sindaco dopo che si sono attivati con la “Brigate sanitarie“ ai tempi del Covid. Fa come se non esistessero, chiude non solo uno ma entrambi gli occhi. Chiederò che intenzioni abbia la giunta su questi spazi occupati, dove probabilmente peraltro i collettivi si riuniscono a stento, anche se temo che con la campagna elettorale imminente la sinistra non avrà intenzione di dare fastidio agli “amici“. Due pesi e due misure, ricordo che il Circolo dei Combattenti e reduci nel casello di fronte invece è stato fortemente penalizzato dal cantiere».

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