Rispunta anche la riapertura dei Navigli nel Piano del Verde e del Paesaggio pubblicato on line dal Comune una decina di giorni fa e presentato ieri in pompa magna dal sindaco Beppe Sala e dall’assessore al Verde Elena Grandi a Palazzo Marino. Ultimo libro dei sogni green della giunta, visto che tra raccolta delle osservazioni (fino al 31 agosto) che arriveranno da enti, comitati, associazioni e approdo in consiglio comunale a inizio 2027, quando sarà approvato mancheranno quattro-cinque mesi a fine mandato e quindi resterà come «piano di indirizzo di lungo termine» e il prossimo sindaco deciderà se adottarlo o o stravolgerlo. I Garanti del Verde avevano sollecitato in più riprese l’assessore a «correre». Tant’è, tra le 17 macro azioni - dagli «interventi volti a rafforzare le connessioni ecologiche» a quelli « orientati al miglioramento qualitativo del patrimonio verde esistente» - spunta qualche esempio più concreto, come l’acquisizione di una parte dell’ex ippodromo La Maura, obiettivo già ribadito da Sala, la valorizzazione dei corsi d’acqua (fiumi, rogge, canali) aumentando le fasce di rispetto da 10 a 20 metri per migliorare l’assorbimento delle acque, i corridoi ecologici, le depavimentazioni «in ottica mitigazione delle isole di calore e miglior assorbimento delle acque piovane», scelta di specie arboree più resilienti e adatte agli effetti del cambiamento climatico, aumento dei filari alberati in città, «intervenendo, in particolari su assi viari dove è possibile ridurre in parte la carreggiata per favorire la piantumazione», e si tradurrà con il taglio di posti auto. Tra le suggestioni, appunto, anche la riapertura dei Navigli, uno dei pallini del sindaco: ci ha scritto un libro, aveva lanciato un dibattito pubblico e dopo il Covid si è arreso e ha dirottato le scarse risorse su altre priorità. «Ovviamente - ptemette - riguarderà la prossima giunta, potrà essere anche un tema di campagna elettorale. Io ci credevo ma ci siamo bloccati saggiamente a causa dei costi altissimi. Si può immaginare di iniziare con una parte. Personalmente dal punto di vista della bellezza di suggestione e dei costi, comunque significativi, sono più facilmente riapribili il tratto all’inizio di via San Marco, con le chiuse di Leonardo, e la Conca dei Navigli». Grandi spiega che il piano «aiuterà a ridisegnare la città anche in funzione di mitigazione dei cambiamenti climatici».
Suggestioni tante ma il grande neo della giunta green in questi anni è stato banalmente, la manutenzione di aiuole e giardini. E non è soltanto il centrodestra a denunciarlo, in aria di campagna elettorale anche il Pd ha iniziato a contestare la cura del verde e a prendere le distanze dall’operato dell’assessore (dei Verdi). E il consigliere della Lega Samuele Piscina rimarca che «la riapertura dei Navigli e la città a 15 minuti erano i due grandi slogan elettorali con cui Sala si è presentato ai milanesi, e dopo 10 anni è sotto gli occhi di tutti che tali sono rimasti. Il progetto dei Navigli è rimasto un miraggio e ora la smetta di dire che toccherà alla prossima giunta. La città a 15 minuti? Linee Atm soppresse e tempi di attesa raddoppiati».
