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Cronaca locale

Treviso, famiglia Rom si fa costruire la piscina (senza pagare) in un’area sotto sequestro. E la ditta chiede il conto al Comune

L’assurda vicenda è avvenuta a Ponzano, in provincia di Treviso. La piscina è stata costruita in una zona già sequestrata per abusivismo: la ditta edile non riceve il compenso e fa causa al Comune per ottenere il pagamento dei lavori eseguiti

piscina

Una storia a dir poco incredibile quella che arriva da Ponzano, in provincia di Treviso, dove l’amministrazione comunale è stata chiamata a pagare per una piscina abusiva costruita da una famiglia rom. La vicenda, che ha dell’irreale, è purtroppo molto concreta, tanto che il Comune è costretto a difendersi.

Tutto comincia da una famiglia rom, i Levak. Si tratta di un nome noto nella zona, dal momento che da oltre trent’anni i membri di questa famiglia occupano un’area da tempo sequestrata. I sequestri, chiaramente, non sono mai stati presi in considerazione, tanto che la famiglia abita ancora nella stessa zona, localizzata in via Lo Stradone, tra Ponzano e Villorba. I Levak si sentono così tanto in casa loro da essere addirittura arrivati a farsi commissionare una piscina. Piscina che poi non è stata pagata.

Dal momento che il titolare del terreno è il Comune – dato che si parla di un’area sequestrata – la società che si è occupata della costruzione della piscina ha chiamato in causa proprio l’amministrazione comunale per avere il denaro che le spetta. Fra pochi giorni, ossia il 21 agosto, ci sarà la prima udienza presso il tribunale di Treviso. La ditta (una società rumena) pretende che il Comune paghi il conto, mentre il Comune non intende pagare lavori non commissionati. Lo scorso 5 agosto, l’amministrazione comunale ha affidato l’incarico all’avvocato Luca Speranzon. “È interesse del Comune di Ponzano Veneto costituirsi nel contenzioso al fine di tutelare compiutamente le proprie ragioni e dimostrare l’infondatezza delle doglianze esposte dal ricorrente”, ha dichiarato il legale, come riportato da Il Gazzettino.

La speranza è quella di raggiungere un accordo, anche perché fino ad oggi nessun provvedimento si è rivelato utile. Nessun sequestro o ordinanza di demolizione sono serviti. Oltre al pagamento della piscina, se davvero la famiglia dovesse essere allontanata dall’area, scatterà però l’obbligo di trovare un alloggio ai suoi membri. Si tratta di una situazione davvero complicata. Da molti anni, ormai, il Comune di Ponzano sta cercando di vendere l’area alla famiglia che la occupa, senza tuttavia riuscirci. Più che sanata, la situazione pare essersi complicata.

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