Senza intesa con lo Stato, niente nuove moschee. Stop a quelle abusive e «ai luoghi di culto mascherati da centri culturali», trasparenza sui finanziamenti e più poteri ai sindaci «per fermare gli abusi». Il gruppo lombardo della Lega al Pirellone propone una stretta sulle moschee con un progetto di legge regionale che punta ad aggiornare quella già in vigore varata nel 2015 dalla giunta Maroni.
Una battaglia «per fermare l’islamizzazione e tutelare la nostra identità che ha radici profonde e arriva già dalla Lega di Bossi» ha commentato il capogruppo del Carroccio Alessandro Corbetta. Questo per dire «che la Lega ha sempre fatto la Lega. Non è mai stata moderata - ha aggiunto - ma ha sempre difeso la propria gente e la propria civiltà». Per l’occasione, in Regione c’era anche il vicepremier Matteo Salvini: «L’8 marzo tutti in piazza, ma non puoi essere pro Islam e pro diritti delle donne
- ha detto - In Chiesa uomini e donne entrano ed escono dallo stesso portone. In moschea le donne, più o meno nascoste in maniera indegna, hanno altri spazi riservati». Questa della Lega, ha aggiunto Salvini, «è una valida proposta normativa che proporrò a tutte le Regioni dove siamo al governo per dare ai sindaci potere d’intervento perché spesso sono disarmati». Il progetto di legge, innanzitutto, prevede che l’insediamento e lo svolgimento di attività collettive religiose siano subordinati anche all’appartenenza a una confessione religiosa che abbia sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano. Inoltre, spiega il Carroccio, non sarà possibile «aggirare le norme urbanistiche trasformando capannoni, negozi, magazzini o sedi associative in luoghi di preghiera». I Comuni avranno strumenti più efficaci «per controllare, sospendere e contrastare l’utilizzo irregolare degli immobili come luoghi di culto», con i sindaci che potranno applicare sanzioni e adottare provvedimenti per impedire la prosecuzione
di eventuali attività abusive «arrivando a mettere i sigilli se non si rispettano le regole». Su ogni nuovo insediamento, inoltre, ci sarà una valutazione affinché vengano rispettati criteri «di sicurezza e di tranquillità dei residenti» e dovrà essere presentata una autocertificazione «su tutti i finanziamenti ottenuti» per l’acquisto o la gestione dello stabile. Prima della conferenza stampa, anche un’incursione contro Salvini dei consiglieri lombardi del Pd con cartelli che lo invitavano a concentrarsi solo sui treni e non sulle moschee: «Continueremo a occuparci di Islam anche se alla sinistra dà fastidio - ha sottolineato l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone -. Sul tema, sono succubi delle associazioni islamiche perché quando si avvicinano le elezioni sanno che è un potenziale bacino elettorale».
