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Cronaca locale

Presunti abusi edilizi: tutte le torri alla sbarra

Sono una decina i progetti sotto inchiesta o a processo

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Settembre è tempo di tirare le somme giudiziarie o di tornare nelle aule dei processi. E l’urbanistica torna al centro. Sono una decina i casi ancora aperti sul fronte dei presunti abusi edilizi (al netto dei filoni sulla presunta corruzione, allo stesso modo da definire).

Da circa tre anni la Guardia di finanza e la Procura hanno messo sotto la lente una serie di edifici - alcuni dei quali veri grattacieli - che per l’accusa non potevano essere progettati o costruiti così come è stato fatto. Ci sono stati sequestri di cantieri già avviati, seguiti da conferme e anche da dissequestri. A oggi le indagini vanno avanti, in attesa della chiusura e delle richieste di rinvio a giudizio, e i processi riprendono. Molte di queste inchieste sono fotocopia, con imputazioni simili fra loro e con imputati che per lo più comprendono costruttori, progettisti e funzionari

di Palazzo Marino.

Tre grossi filoni sono già approdati in aula. Si tratta di quelli che riguardano il progetto immobiliare di via Fauché, le Park Towers di via Crescenzago e il Bosconavigli, progettato da Stefano Boeri. Mentre un quarto è in fase di udienza preliminare, davanti al gup Maria Beatrice Parati. È scaturito dalla «madre» delle inchieste, cioè la prima in ordine di tempo su esposto di alcuni residenti, quella sulla torre «nel cortile» di piazza Aspromonte. Qui la data chiave dovrebbe essere il 25 settembre prossimo, quando il giudice dovrà decidere sui rinvii a giudizio o meno.

A fine luglio la Procura ha notificato il decreto di citazione diretta a giudizio a quattordici indagati per le residenze Lac al parco delle Cave (gli indagati inizialmente erano 36). A novembre ci sarà la prima udienza «predibattimentale», per decidere se andare avanti con il processo. Sono finiti sotto sequestro

per presunti abusi edilizi anche i cantieri di via Anfiteatro 7, dove è in progetto l’edificio «Unico-Brera». Successivamente il Riesame ha tolto i sigilli; quello per un nuovo hotel in via Zecca Vecchia, pure dissequestrato dal Riesame. Altri due fascicoli riguardano il progetto di via Fontana 22, a pochi passi dal Palazzo di giustizia, dove doveva sorgere «The Nest», con le indagini già chiuse; e il progetto «Syre-New Living a San Siro» di via Rospigliosi. Infine due progetti che tra loro distano pochi metri, affacciando entrambi su via Lepontina e pure sigillati. Sono lo Scalo House all’angolo con via Valtellina, per cui la Procura ha notificato la chiusura indagini a 22 persone, e il Giardino segreto: indagini chiuse.

CBas-LF

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