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Cronaca locale

Truffa del finto carabiniere: 28enne derubata, ladro in cella

In Stazione Centrale gli agenti notano un uomo nervoso al telefono, lo seguono in via Rubens e lo fermano mentre esce di fretta da casa della ragazza

Investigatori In allerta dentro gli scali ferroviari

C’è una sceneggiatura che il crimine italiano non si stanca mai di recitare, e Milano continua a fornirle un pubblico. Funziona così: uno sconosciuto chiama, si presenta come un tutore dell’ordine, evoca una rapina appena sventata in zona, e chiede con tono rassicurante, quello di chi sta facendo un favore di controllare che i preziosi di casa siano al sicuro. Sono al sicuro, certo. Fino a quando qualcuno non bussa alla porta per «verificarli».

Martedì la vittima designata era una 28enne milanese, non l’anziana sola che il copione prevederebbe di solito: segno che la truffa del finto carabiniere, complice il tam-tam mediatico degli ultimi anni, ha dovuto aggiornare il target. Le hanno telefonato, le hanno raccontato della rapina, le hanno chiesto la collaborazione. Lei, spaventata e diligente, ha aperto la porta a un uomo che si è qualificato verosimilmente come agente in borghese. Lui ha guardato gli ori, li ha infilati in una busta «per accertamenti in caserma», ed è uscito. La sceneggiatura, a questo punto, prevede il finale amaro: il telefono muto, la caserma inesistente, i gioielli spariti.

Non questa volta. Perché nelle vicinanze della stazione Centrale luogo che i truffatori di mezza Italia sembrano prediligere come ufficio di passaggio, forse per l’illusione di anonimato che regala una folla un uomo che si muoveva con fare nervoso, il telefono incollato all’orecchio, aveva già attirato l’attenzione della Polizia Ferroviaria. Lo hanno seguito, l’hanno visto entrare in uno stabile di via Rubens (Gambara) e uscirne pochi minuti dopo con il passo di chi ha fretta di sparire. Fermato, aveva addosso oro, argento, orologi e contanti per 4mila euro: non il suo tesoro di famiglia, ovviamente.

Il resto è la parte più consolante della storia, quella in cui il copione viene strappato prima della fine: la vittima rintracciata, la refurtiva riconsegnata nelle sue mani, il finto poliziotto italiano, 39 anni, già noto alle forze dell’ordine arrestato per tentata truffa aggravata.

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