Il caso, che il personale medico dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ha portato all'attenzione pubblica affinché funga da monito anche per altri genitori, si è fortunatamente concluso in modo positivo, e il piccolo è stato dimesso dalla struttura ospedaliera dopo essere stato ricoverato per qualche giorno in gravi condizioni di salute.
Nato perfettamente sano da poco più di una decina di giorni, il bimbo, figlio di una coppia di origini asiatiche, era stato portato d'urgenza al pronto soccorso pediatrico a causa di una serie di problematiche che per fortuna non sono state sottovalutate: il piccolo paziente mostrava, come riferito dalla Ausl reggiana, scarsa reattività, perdita ponderale e rifiuto dell'alimentazione.
Fin dal ricovero le sue condizioni erano apparse estremamente gravi al personale medico di servizio: il quadro clinico, che stava evolvendo verso un'insufficienza respiratoria che avrebbe potuto cagionare il coma, ha spinto gli operatori a ricoverare il bambino nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dopo averlo intubato e sottoposto a ventilazione meccanica. Una volta effettuato l'intervento d'urgenza per salvare la vita al bimbo, restava da comprendere cosa avesse causato quello stato: escluse le più diffuse patologie neonatali, i medici si sono concentrati soprattutto sugli atipici sintomi di tipo neurologico che sembravano affliggerlo. Solo dopo aver parlato coi suoi genitori, superando le barriere linguistiche, gli operatori sono riusciti a comprendere che alla base del malessere che aveva colto il loro piccolo paziente c'era l'assunzione di una tisana a base di verbena, una pianta d'uso comune nel loro paese di origine.
Grazie al prezioso supporto del Centro Tossicologico di Bologna e di altri importanti laboratori specialistici italiani, è stato possibile escludere innanzitutto che si trattasse di una pericolosa infezione da botulino. Gli esami hanno rivelato la presenza di alcaloidi tropanici, molecole che agiscono sul sistema nervoso centrale perfettamente in grado di causare la depressione neurologica che sembrava aver colpito il bimbo. Per fortuna, dopo qualche giorno di ricovero, il neonato non ha avuto più bisogno dell'ausilio dei macchinari ed è stato dimesso in perfette condizioni di salute.
"L'intervento precoce e tempestivo ha permesso di curare al meglio il piccolo, consentendogli un recupero totale e rapido", ha dichiarato il direttore della neonatologia e terapia intensiva neonatale dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia Giancarlo Gargano.
"Il caso deve essere da monito per tutti i genitori affinché si astengano dal somministrare ai neonati prodotti non sicuri e senza prescrizione medica", ha aggiunto, "nel nostro caso l'esito è stato favorevole, ma dobbiamo ricordare che l'ingestione di alimenti di dubbia provenienza, tossici o potenzialmente tali può comportare esiti gravissimi e talora fatali".