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Cronaca nera

Ceuta ormai fuori controllo: arresti per stupro e omicidio

Carcerazione per gravi reati (commessi in Francia) e due aggressioni sessuali in 48 ore. L’enclave spagnola è terra di nessuno

L'invasione Ceuta, exclave spagnola in Marocco, potrebbe essere presa d'assalto a Ferragosto, quando è annunciata una seconda ondata di migranti Problemi sanitari in aumento

Immaginate una crepa, una spaccatura nera che si allarga sul muro di cinta del Continente. A Ceuta non siamo di fronte all’ennesima emergenza umanitaria ad uso delle cancellerie europee, ma al cedimento strutturale di un baluardo strategico. Tra le maglie sfilacciate di una frontiera nel caos, la lingua di terra spagnola incastrata in Africa è diventata la porta d’accesso privilegiata per assassini, latitanti e soldati del crimine organizzato. L’ultimo blitz alla Estación Marítima ne è la prova.

Dentro la marea che cerca di imbarcarsi verso la Penisola Iberica, si mimetizzano sicari e quadri dei cartelli che insanguinano le metropoli europee. I controlli sono troppo flessibili. All’area d’imbarco per Algeciras, la spia rossa della Policía Nacional si è accesa sul terminale: S.K.M., 34 anni, profilo pulito in Spagna, pensava di scivolare oltre il braccio di mare verso l’Andalusia. Ma lo scanner impronte ha spalancato un baratro. Sul suo capo pendeva un Mandato di arresto europeo (OEDE) firmato dai giudici francesi e spiccato dall’Interpol per omicidio, traffico di cocaina e hashish, possesso di armi da guerra e associazione a delinquere. Il Juzgado Central de Instrucción n.4 dell’Audiencia Nacional ne ha disposto la custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato trasferito nella prigione cittadina. Nelle ultime 48 ore l’indice di sovraffollamento è schizzato del 9%, portando l’istituto sull’orlo del collasso. A denunciare sono i poliziotti di Jupol, il principale sindacato della Policía Nacional, che parlano di «abbandono di Stato» e di sicurezza ridotta al lumicino. Gli agenti, stremati da turni estenuanti, lo confermano: le scogliere del Tarajal sono un colabrodo dove l’immigrazione clandestina fa da copertura per le infiltrazioni criminali. Il nemico ha un nome: Mocro Maffia. La sanguinaria piovra del narcotraffico di origine marocchina, cresciuta nel Benelux ma con tentacoli piantati nel sud della Spagna e nelle banlieue d’Oltralpe, stringe alleanze con il Clan del Rif e i commando della DZ Mafia, i killer che stanno trasformando Marsiglia in un mattatoio. Sfruttando il caos delle frontiere africane per muovere quadri, armi e sicari, gestiscono la rotta della droga con la ferocia dei cartelli messicani.

A questo si aggiunge un’altra violenza ai danni di una residente: un cittadino marocchino è stato posto in custodia cautelare dopo un’aggressione sessuale, è il secondo caso in meno di 48 ore. Se da Madrid non arriverà un piano d’urto, la prima linea di difesa dell’Unione Europea cadrà, trasformando Ceuta nella terra di nessuno e nel porto franco del narcoterrorismo.

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