«Quella notte ci siamo proprio divertiti». Agghiacciante la confessione dei baby criminali di 17 e 16 anni davanti ai carabinieri che li interrogano con il pm titolare del fascicolo per tentato omicidio. «Era solo un gioco, uno scherzo pensato per festeggiare il suo compleanno», ammette il 17enne alla guida dell’auto. Il 5 ottobre, racconta il più giovane a carabinieri e magistrati, ci «siamo affiancati a un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, e lì il signore deve essere caduto. Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide. La scarpa l’ho persa non perché gli ho dato un calcio, ma perché ho aperto lo sportello per controllare se era caduto, poi sono comunque tornato a prenderla».
È una Aixam Gto Emotion, la macchinetta, che parte da un prezzo base di listino di 17mila euro. Inconfondibile per il tecnico che l’ha preparata con luci a led e adesivi con il logo della sua officina specializzata, la Kyt Racing, già 3M Racing, nel quartiere Boccea. «Quella microcar nera aveva tre nastri adesivi, due sui vetri laterali, a tre quarti, e uno sul cofano», spiega il titolare, Stefano Mazzatelli. «L’adesivo con il serpente rosso era un pezzo unico, inconfondibile - spiega l’uomo -. Inizialmente la microcar era grigia. Poi, dopo un incidente in cui era rimasta danneggiata nella parte posteriore, l’abbiamo ridipinta in nero opaco». «Mi sembra assurdo. Il ragazzo aveva la faccia pulita, si divertiva a fare dei lavoretti sulla sua macchinetta. Ed era anche bravo: le luci, i vari led, se li era montati da solo». Secondo il racconto del meccanico, sul mezzo era stato installato anche un kit estetico. «Due paraurti, i parafanghi e la mascherina frontale con logo a serpente, il cui costo è fra i 1700 e i duemila euro. A marzo era venuto qui insieme alla mamma a ritirare la macchina riparata». Ma è grazie al numero di telefono stampato sul serpente che i carabinieri riescono a identificare il proprietario della macchinina e risalire agli aggressori. Dal profilo social del 17enne, figlio di un carabiniere, si arriva al passeggero. Insomma, per loro si sarebbe trattato «solamente» di un modo divertente per festeggiare il compimento del sedicesimo anno del più piccolo. Una «scorribanda innocente», magari da filmare e postare in rete e mostrare ai loro follower. Il tutto condito da spinelli e alcol a volontà.
