In quest’ultimo anno e mezzo, precisamente da quando a fine marzo del 2025, il Procuratore della Repubblica di Pavia ha riaperto l’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi e i media hanno rilanciato la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, l’attenzione su Garlasco ha registrato una clamorosa impennata. Fatte le debite proporzioni, in primis rispetto ai mezzi di comunicazione utilizzati per informarsi e non perdersi alcun particolare della vicenda, ma l’interesse degli italiani verso per la morte della giovane studentessa, ricorda per molti aspetti quello che a metà degli anni ’50 del secolo scorso fu registrato dal “caso Montesi”. La morte di Wilma Montesi, il cui corpo fu ritrovato sulla spiaggia di Torvaianica, riuscì a calamitare l’interesse degli italiani, che seguivano gli sviluppi del caso leggendo, ritagliando e conservando ogni articolo che quotidiani e riviste pubblicavano. Oggi, invece, la lettura si limita a quella dei post e invece di sfogliare le paginate dei giornali al più ci si limita a scrollare senza soluzione di continuità. Tant’è, nelle conversazioni digitali il termine Garlasco in questi 18 mesi è stato menzionato 1,6 milioni di volte, un volume di citazioni che a sua volta si è tramutato in una polarizzazione di 24,9 milioni di interazioni. Un oceano senza fine di commenti e di reaction che condizionano l’opinione pubblica online e in particolare la consistenza e il coinvolgimento dele community oppositive popolare dagli innocentisti e dai colpevolisti. Per comprendere la profondità di questa polarizzazione si tenga conto che sul termine Garlasco nell’ultimo anno e mezzo hanno pubblicato un post, un articolo o anche solo un commento ben 29.432 mila autori, ovvero utenti con account pubblici che si sono ingaggiati sull’argomento a vario titolo, come esperti, opinionisti giornalisti o semplici utenti. Questo mare magnum di dati è fatto ovviamente anche di parole e di frasi e tra quelle più utilizzate in accompagnamento alla parola chiave troviamo ovviamente il riferimento sia all’aggettivo “nuova”, anche nella declinazione al plurale, che ai sostantivi inchiesta, “indagine”, “prove”, “analisi”. Inoltre, non possono mancare i riferimenti al “processo” e quelli sul ruolo di Andrea Sempio come migliore “amico” del fratello di Chiara, Marco Poggi. È interessante sottolineare anche un altro aspetto che emerge in modo evidente dal monitoraggio delle conversazioni degli italiani e che riguarda il genere degli utenti coinvolti. In questi anni il tema della violenza di genere, in particolare in coincidenza di eventi delittuosi che hanno avuto maggior copertura mediatica, ha generato una crescente attenzione e una coscienza diffusa, tant’e anche online si è consolidato un pubblico di genere femminile che si è sempre polarizzato ed è pronto a ingaggiarsi per far sentire la propria voce fatta di vicinanza e di solidarietà. A commentare e a relazionarsi in modo esplicito con la parola Garlasco per il 61,4% sono le donne, mentre la componente maschile si è fermata al 38,6%. Questo voyeurismo digitale si è ulteriormente rafforzato dallo scorso aprile, in concomitanza degli ultimi sviluppi dell’indagine, portando la parola chiave Sempio a incassare fino a oggi 239 mila menzioni e oltre 6,3 milioni di interazioni. Le due keyword del monitoraggio, Garlasco e Sempio, la prima con un ascolto di 18 mesi, la seconda ovviamente solo di pochi mesi, hanno ottenuto complessivamente 31,1 milioni di interazioni.

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