Picchiato a morte nel parcheggio di una discoteca. A morire per un violentissimo pestaggio Antonio Perrotta, 34 anni di Fuscaldo, «buttafuori» di un locale a Sangineto, Cosenza. In coma per difendere il figlio, invece, un 50enne di Lanciano, nel chietino, raggiunto alla mandibola da un pugno che gli ha provocato gravi lesioni cerebrali.
Adesso l’uomo, operaio di Stellantis, lotta fra la vita e la morte nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Pescara. Due storie drammatiche avvenute la notte fra sabato e domenica e sulle quali polizia e carabinieri indagano per identificare, e arrestare, i responsabili. Ragazzi in parte riconosciuti dai testimoni che hanno assistito alle due risse. La prima scoppiata all’interno di un locale fra gruppi di giovani. È a quel punto che Perrotta interviene. Operaio in una ditta di Fuscaldo, il 34enne per arrotondare lo stipendio e mantenere compagna e figli, il fine settimana è impiegato come addetto alla sicurezza. Ma su questo la direzione del locale, in un post su Facebook, sottolinea che l’uomo non lavorava per loro. Situazione su cui indagano i carabinieri. Secondo i primi testimoni presi a verbale, la lite si sarebbe trasferita dalla pista da ballo all’esterno, accanto a un piazzale. Altra circostanza negata dalla direzione della discoteca che ha messo a disposizione degli inquirenti le riprese delle telecamere interne e perimetrali. Fatto sta che Perrotta viene linciato da più persone. Il poveretto si accascia a terra, perde sangue dal naso, accusa forti dolori e viene accompagnato prima a casa, poi all’ospedale di Cetraro. Qui i sanitari si rendono immediatamente conto che il quadro clinico è critico a causa di gravissime lesioni interne e lo trasferiscono all’ospedale di Cosenza dove viene ricoverato in terapia intensiva. Poche ore dopo muore. «Una vita spezzata è sempre una sconfitta per tutti - commenta il sindaco di Sangineto, Michele Guardia -. Episodi di questa gravità non possono essere ignorati». La Procura di Paola ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Al vaglio dei carabinieri di Paola e della squadra mobile di Cosenza i video registrati dal sistema di sicurezza e le immagini riprese con i telefonini. Oltre alla compagna, Perrotta lascia quattro figli, il più piccolo di pochi mesi. «Di fronte a una morte così incomprensibile, inaccettabile, avvenuta in un modo privo di ogni motivo e di ogni senso - commenta il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea - le parole sembrano non bastare. Una giovane vita spezzata dalla violenza lascia una ferita profonda nell’intera comunità».
Sul lungomare di Fossacesia, Chieti, il secondo, drammatico, pestaggio. Un 50enne, D.B., viene avvertito alle 4 del mattino di una lite fra il figlio 18enne e un 19enne esperto di arti marziali che aveva importunato la sorella. L’uomo prova a dividere i due e per tutta risposta viene preso a pugni. Un solo colpo, sufficiente a stenderlo a terra privo di sensi e provocargli un trauma cranico. Soccorso da un equipaggio del 118 e intubato, viene trasferito a Pescara dov’è ricoverato in condizioni disperate dopo un intervento chirurgico. Il 19enne, per ora, è indagato per lesioni gravi.
