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Cronaca nera

Il bar a Torino, i precedenti e la banda di “trasfertisti”: chi era il rapinatore ucciso ad Alba

Si chiamava Gjovalin Lazri, 36enne di origini albanesi, l’uomo che si è introdotto in un casale a Baldissero D’Alba e che ha perso la vita dopo che il proprietario ha sparato al buio sentendo dei rumori in cortile in piena notte. Lascia una moglie e un bambino piccolo

L'abitazione dove abitava l'uomo, a Baldissero Torinese, ha sparato a dei ladri che si stavano introducendo nel suo cantiere uccidendone uno. Torino, 20 settembre 2026 ANSA/TINO ROMANO

È una storia che si ripete quella avvenuta a Baldissero d’Alba. Dei rapinatori si sono introdotti in un casale e Roberto Mollo, dopo averli sorpresi, impugna la pistola e spara.

Chi è la vittima

A perdere la vita è Gjovalin Lazri, un 36enne di origini albanesi. Stando a quanto ricostruito da La Stampa, Lazri si era stabilito da anni nella periferia nord di Torino. Aveva una compagna e un bambino nato da poco.

Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di fare luce sulla vicenda e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Stando a quanto riportato dagli investigatori, Gjovalin Lazri faceva parte di una banda composta da almeno quattro uomini. Dei “trasfertisti” che, partiti dall’hinterland torinese, avevano preso di mira la proprietà di Mollo. Una probabile preda facile, dato che la struttura non dispone ancora di barriere protettive e recinzioni.

Il gruppo intendeva sottrarre il materiale edile stipato che si trovava all’esterno — tra cui piastrelle, sacchi di cemento e attrezzature da lavoro — per poi probabilmente rivenderlo. Di tutto questo dovranno occuparsi gli inquirenti. Ma cosa sappiamo di Lazri?

I precedenti

Il 36enne era già un soggetto già noto alle forze dell’ordine per via di alcuni reati contro il patrimonio. Si fa riferimento a un episodio del 2013: l’uomo venne intercettato nel cuore della notte dalla polizia di Torino subito dopo un colpo in un’abitazione nell’Astigiano. A tradire la banda, che viaggiava a bordo di una Volkswagen Golf, fu la precedenza data a un incrocio. Precedenza data proprio agli agenti che, insospettiti dall’eccessiva prudenza, decisero di fare un controllo, trovando il bottino.

Negli ultimi tempi l’uomo lavorava nella ristorazione, occupandosi della gestione di un bar nella periferia di Torino, all’incrocio tra via Cravero e corso Taranto.

La famiglia

Distrutti i familiari del 36enne, che oggi chiedono giustizia. Sono stati gli inquirenti a dare loro la notizia della morte di Lazri. “Chiedono di rispettare il loro momento di lutto e attendono il corso della giustizia”, ha spiegato a La Stampa l’avvocato Roberta Sisimbro. Del caso si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Bra, insieme ai colleghi del Reparto Operativo di Cuneo. L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia sul cadavere.

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