Un tunisino imputato per violenza sessuale a Torino ha fatto perdere le sue tracce e non si è presentato al processo. Tutto è iniziato nel 2024, quando una donna di 40 anni viene aggredita in un parco pubblico di Luserna San Giovanni, mentre faceva jogging. Stava correndo quando ha avverto una mano che da dietro l’ha fermata prendendola al petto: purtroppo non c’era nessuno in quel momento per chiedere aiuto e nel mentre che lei realizzava quanto stava succedendo, lui le stava già addosso.
Si è dimenata, ha provato a chiedere aiuto e mentre lei cercava di liberarsi, lui le è caduto addosso. A quel punto la donna l’ha morso e l’uomo è scappato. “Sono stato tra i primi a intervenire. Ricordo che la signora non riusciva a reggersi in piedi per le fratture alle gambe. L’ho sorretta, mentre attendevamo l’arrivo dell’ambulanza”, ha dichiarato un carabiniere in tribunale, raccontando la disperazione di quei momenti. La donna ricorda ancora perfettamente la maglia rossa che indossava il suo aggressore quel giorno ma, probabilmente, non lo rivedrà più nemmeno per ottenere giustizia, perché ha fatto perdere le sue tracce.
Gli investigatori si sono messi nell’immediato alla sua ricerca ma lo hanno individuato casualmente solo qualche giorno durante un controllo del territorio. Hanno notato la cicatrice sul suo braccio e gli hanno chiesto i documenti. Il suo atteggiamento era sospetto, si è mostrato particolarmente nervoso e così i carabinieri qualche ora dopo si sono presentati a casa dell’uomo, residente nel torinese. Lui è scoppiato in lacrime, ha consegnato volontariamente gli indumenti indossati durante la violenza, è stato arrestato e in caserma ha ammesso tutto. Ma il giudice, visto che si era mostrato collaborativo, che non era stato fermato in flagranza di reato e che non era pregiudicato, ha ritenuto di non dover applicare alcuna misura cautelare in attesa del processo, perché non riteneva ci fosse un concreto rischio di fuga.
Oggi, però, dell’uomo non c’è traccia e non è escluso che sia tornato in Tunisia. La prossima udienza è in programma a ottobre, potrà presentarsi se lo vorrà ma difficilmente lo farà. Il sostituto procuratore potrà comunque chiedere la condanna ma poi sarà il giudice a decidere. Nel frattempo la vittima ha trascorso oltre un anno con le stampelle, ha subito diversi interventi e non ha ripreso la normale mobilità, oltre a dover convivere con il trauma di quanto accaduto.
