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Cronaca nera

La truffa del finto bonifico: rubati 90mila euro ad anziano

La somma è stata recuperata grazie all’intervento degli agenti del commissariato Mecenate e subito restituita al proprietario. Il raggiro nato da un sms e dalla chiamata di un falso “ispettore”

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Una truffa telefonica bene architettata e definita «complessa» dagli stessi inquirenti, che è costata a un anziano quasi 90mila euro. Soldi che però per fortuna sono stati recuperati e restituiti dalla polizia. Grazie alla denuncia quasi immediata del 68enne raggirato e all’intervento tempestivo degli agenti.

Questa la storia, accaduta intorno alla metà del giugno scorso, messa a verbale davanti ai poliziotti dalla parte offesa. Un mattino il 68enne, M.M., riceve sul proprio cellulare un messaggio che dice: «Nexi, autorizzazione di euro... Se non è stato lei, contatti il numero...». L’sms faceva riferimento a un presunto pagamento da quasi mille euro fatto ad aprile in un hotel di Amsterdam. L’anziano chiama il numero indicato e un uomo con accento del Nord lo mette in contatto con un (finto) ispettore della polizia postale, che si qualifica con nome e cognome. Da questo momento e per tutta la giornata la vittima resterà in chiamata aperta su WhatsApp con il truffatore, che controlla ogni sua mossa.

Il falso poliziotto dice al 68enne che è in corso un’indagine antidroga e antiriciclaggio e gli chiede di andare in banca a disporre un bonifico di 88.800 euro verso un conto corrente postale intestato a una donna di 20 anni, A.C., con causale «caparra confirmatoria» per un immobile. Infine di non parlare con nessuno della presunta inchiesta L’anziano obbedisce, ma quando torna a casa e racconta l’accaduto alla moglie, quest’ultima si insospettisce. Qui, per tranquillizzare la signora, i truffatori diventano due. Chiama la coppia un secondo uomo, che si qualifica come agente «tal dei tali» e assicura che l’ispettore è persona di fiducia e che sta proprio facendo il possibile per evitare loro di subire una truffa: il bonifico era necessario proprio per questo. Il finto agente aggiunge che se marito e moglie lo desiderano, possono andare in Questura per incontrare l’ispettore della Postale, grazie al quale potranno sporgere denuncia per il tentato raggiro.

Ma ormai la coppia è convinta di essere stata derubata dei propri risparmi e non dà più retta ai falsi poliziotti. Chiede alla banca di annullare il bonifico, ma si sente rispondere che non è più possibile. La giornata si chiude con la denuncia davanti ai veri poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale. La mossa vincente degli agenti del commissariato Mecenate guidati dal dirigente Carmine Mele, che hanno condotto l’operazione, è stata di chiedere immediatamente a Poste italiane il blocco cautelativo del conto di A.C. Nel frattempo, in attesa della convalida da parte del magistrato, i poliziotti hanno fatto scattare d’iniziativa il sequestro preventivo dei quasi 90mila euro, prima che sparissero. Nello stesso momento è partita la richiesta urgente al pm per disporre la restituzione della somma sottratta.

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